Salvo Cilona, assessore alle Politiche Finanziarie
Salvo Cilona, assessore alle Politiche Finanziarie

Aspettando le determinazione del Ministero dell’Interno e della Corte dei Conti sul nuovo piano di riequilibrio, il Comune di Taormina intanto si cautela mettendo da parte nel proprio bilancio una somma vicina ai 10 milioni di euro che sarà “non soggetta ad esecuzione forzata”, che non potrà cioè essere interessata da qualsiasi tipo di azione ingiuntiva nei confronti dell’ente locale. Si tratta di una procedura con la quale Palazzo dei Giurati ha in tal modo bloccato un “tesoretto” che sarà necessario per affrontare i costi già pianificati e le spese inderogabili per l’attività del Comune. La somma complessiva prevista dal Comune di Taormina, in questo caso, è pari a 9 milioni 386 mila euro, di cui 3 milioni 683 mila euro per “Spese per il personale compresi contributi a carico dell’ente”, 151 mila 890 euro per rate di mutui scadenti nel secondo semestre 2017 e 5 milioni 550 mila 290 euro per servizi indispensabili comprensivi di impegni finanziari già assunti con atti formali (deliberazioni e determinazioni). L’iter in questione richiama l’art 159 del decreto legislativo n.267 del 2000 e la sentenza n.211/03 della Corte Costituzionale. Il bilancio di previsione di quest’anno è in corso di formazione e dovrebbe arrivare nelle prossime settimane in discussione in Consiglio comunale.

Contenziosi al bivio. Nell’ottica della futura situazione dei conti di Palazzo dei Giurati potrebbero avere una significativa incidenza i risultati di alcuni contenziosi, già in essere o prossimi ad essere avviati. Nel primo caso c’è il lodo Impregilo in atto da ormai un ventennio, nel quale il Comune era stato sconfitto in sede di giudizio in primo e secondo grado ma ha poi ottenuto in Cassazione lo stop alla richiesta di 24 milioni di euro avanzata dall’impresa che realizzò i parcheggi. Su questo fronte, ora c’è il Comune che lamenta dagli esiti del collaudo parcheggi danni per oltre 40 milioni di euro e identifica la cifra che, a sua volta, reclama Imprepar-Impregilo nei confronti dell’ente locale. È un dare-avere che si equivale, insomma, quello dell’interminabile scontro legale in atto.

Il caso Serit. E un altro braccio di ferro all’orizzonte è anche quello in vista con Serit Sicilia: «Vogliamo recuperare il credito che vantiamo da Serit Sicilia, ex agente di riscossione per conto del Comune – ha spiegato l’assessore al Bilancio e Contenzioso, Salvo Cilona -. Questa somma spettante al Comune pare superare i 10 milioni di euro. Loro dicono che hanno effettuato regolarmente i versamenti su Imu e Tarsu dovuti al Comune. Stiamo facendo delle verifiche in tal senso e ci apprestiamo a nominare un autorevole avvocato per chiarire in via definitiva il caso. Ci sono, a quanto pare, ben 13 milioni di euro non riscossi inerenti le annualità passate ma 8 milioni di questi secondo Serit non sono più esigibili».

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