Elipiste G7 Taormina
Elipiste G7 Taormina

È passato un mese dal G7 ma le due elipiste provvisorie, e le rispettive aree, sono già tornate nel limbo. Proprio nei giorni scorsi, trascorso il termine di 30 giorni assegnati in conferenza dei servizi per la messa in pristino dello stato dei luoghi, la Soprintendenza – lamentando di non aver ricevuto alcuna comunicazione sull’attesa fase di reversione né di completamento dell’azione – ha comunicato l’avvio di una procedura finalizzata a verificare l’ottemperanza alle disposizioni a suo tempo concordate e determinate prima del G7. In contrada Piano Porto l’elipista è stata smontata e sono stati ripiantumati gli alberi (ulivi) in precedenza rimossi, mentre in contrada Bongiovanni accanto alla piscina la pista è ancora li. In entrambi i casi, però, le due aree si avviano verso un lento ritorno a quella condizione di abbandono e incuria che sussisteva sino a quando erano iniziati i lavori per il G7.

Il rebus della pista comunale. «L’elipista “giocattolo” nessuno la pensa più e l’erba sta lentamente seccando», spiega lo storico taorminese Piero Arrigo sull’elisuperficie accanto alla piscina. Non è stata dismessa, il Comune ha presentato proposta di variante urbanistica alla Regione (al Cru) per renderla elipista stabile ma intanto nessuno viene inviato da Palazzo dei Giurati in quei terreni a dispensare una goccia d’acqua al tappetino verde che si sta rovinando giorno dopo giorno sotto l’azione del sole. E, come detto, la Soprintendenza sta intraprendendo una procedura che lamenta il mancato ripristino dello stato dei luoghi.

Il flop di Piano Porto. In contrada Piano Porto, invece, l’elipista non c’è più e non si è raggiunto nessun accordo tra la proprietà privata dei terreni ed il Comune sul futuro dell’area. Adesso la prospettiva concreta per il piazzale di Piano Porto sembra quella di un lento e inesorabile allo stato di abbandono che per 30 anni ha caratterizzato quell’enorme area, poi ripulita e riqualificata dai militari dell’Aeronautica italiana per il G7. «È scaduto l’ultimatum della Soprintendenza, l’Aeronautica ha abbandonato definitivamente i luoghi ed il Piano Porto è ritornato quasi come prima. Vedremo ora chi si prenderà cura degli ulivi», afferma l’arch. Arrigo.

Finanziamento in fumo. In definitiva nulla o quasi rischia di rimanere in termini di utilità per la città della somma spesa per la realizzazione delle due elipiste provvisorie, circa Un milione 800 mila euro. Soldi serviti alla realizzazione di due strutture utilizzate per due giorni e impiegati infine per lo smontaggio di una delle due piste, mentre sull’altra già si preannuncia battaglia con il Comune che vorrebbe continuare a utilizzarla e spera in un parere favorevole da Palermo da parte del Cru, mentre la Soprintendenza ha sollecitato lo smontaggio immediato e il rispetto di quanto determinato in conferenza dei servizi.

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