Pietro Grasso, presidente del Senato
Pietro Grasso, presidente del Senato

Il gran rifiuto del presidente del Senato, Pietro Grasso, al Partito Democratico per la candidatura alla presidenza della Regione Siciliana è una storia ormai ufficiale ma è soprattutto il finale a dir poco scontato di una trattativa che non ha mai avuto chance di arrivare al lieto fine. Dopo un lungo colloquio col sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, Grasso ha annunciato di voler declinare la proposta giunta dagli organismi regionali e nazionali del Pd di candidarsi a Presidente della Regione Siciliana alle prossime elezioni. «Il mio impegno e il mio amore per la Sicilia non smetterà di esprimersi in ogni forma e in ogni sede anche nazionale, ma i miei doveri istituzionali attuali mi impongono di svolgere, finché necessario, il mio ruolo di presidente del Senato». Ma chi avrebbe scommesso un euro che Grasso avrebbe potuto accettare la proposta di candidarsi per il dopo Crocetta?

Una storia già scritta. «Nel corso del colloquio tra Grasso e Orlando – si legge nella nota diffusa dal portavoce del Presidente del Senato – sono state affrontate tutte le implicazioni politiche e istituzionali di tale scelta, soprattutto in relazione al delicato momento della Legislatura e ai prossimi impegni del Senato della Repubblica su temi importanti per il Paese quali ad esempio la Legge elettorale e la Legge di Bilancio». «Dopo una lunga riflessione – conclude la nota – il presidente Grasso e il sindaco Orlando hanno quindi convenuto, stante le condizioni attuali, sulla impossibilità di proseguire sull’ipotesi di candidatura proposta dal Pd». In realtà la lunga riflessione è un rifiuto che Grasso aveva già in mente sin da quando gli hanno prospettato una candidatura alla quale non era interessato. Grasso sa benissimo che il Pd in Sicilia si avvia, allo stato attuale delle cose, verso una batosta alle Regionali, non aveva intenzione di rappresentare il volto dietro cui far nascondere il resto della carovana dei democratici ma soprattutto ha ben altre ambizioni per la fase finale della sua carriera politica.

Gli obiettivi romani. A 72 anni, l’ex magistrato Antimafia coltiva il sogno di conquistare il Quirinale alle prossime elezioni, quando difficilmente verrà ricandidato l’attuale presidente della Repubblica Sergio Mattarella, ma sa anche che per quell’appuntamento la strada è ancora lunga, lunghissima, visto che se ne parlerà nel 2022. E allora l’obiettivo assai più vicino nel tempo e forse anche più raggiungibile a medio breve termine potrebbe essere un altro: quello delle Nazionali, quando tra qualche mese si andrà alle urne per aprire una nuova legislatura. A quel punto, con questa o con un’altra legge elettorale, difficilmente chi vincerà avrà i numeri per governare un Paese di fatto spaccato in tre parti, tra Centrosinistra, Centrodestra e Cinque Stelle. La prospettiva è quella di un patto di legislatura tra due dei tre schieramenti in campo e a quel punto Grasso potrebbe concretamente ambire al ruolo di primo inquilino di Palazzo Chigi. Orizzonte Premier, ecco perché Grasso si è ben guardato dall’immolarsi sull’altare del disastro crocettiano in salsa siciliana.

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