Incendio Spisone Taormina
L'incendio che ha devastato numerosi ettari di macchia mediterranea nel costone sovrastante Spisone

Accertamenti in corso da parte delle Forze dell’Ordine sul maxi incendio che nella giornata di domenica ha devastato numerosi ettari di macchia mediterranea nel costone sovrastante la A18, le cui fiamme sono partite da un terreno all’altezza di Spisone per poi risalire sino al promontorio che domina la Via Garipoli. Si sta verificando, in tal senso, la pista che potrebbe portare ad un rogo di natura dolosa. A far sospettare che possa infatti esserci la mano di qualche piromane dietro questo incendio che ha devastato le colline taorminese c’è la dinamica del fatto ed anche le condizioni ambientali in cui si è sviluppato il tutto. Si trattava infatti di una giornata caratterizzata dal vento, le previsioni annunciavano proprio una giornata calda ma con leggere raffiche di vento. Tanto basta, in questi casi, per trasformare anche un piccolo focolaio in un inferno di fuoco. E a Taormina si è vissuta una giornata drammatica.

L’inferno di fuoco. Le fiamme sono iniziate sin dalla mattina per poi propagarsi sino a tutto il pomeriggio lungo il costone che domina la zona a mare. Il tutto tra lo stupore, l’apprensione, la paura e il panico degli automobilisti. La gente è rimasta incolonnata e intrappolata per diverse ore lungo la SS114, mentre i Vigili del Fuoco e la Forestale lottavano contro il fuoco che avanzava sospinto e alimentato dal vento. Ci sono voluti due canadair e soprattutto diverse ore per domare le fiamme e riportare la situazione alla normalità, dopo che la Polizia Stradale ha dovuto subito chiudere la A18 all’altezza del casello di Taormina deviando, a protezione e salvaguardia degli utenti. Il serpentone lungo la Via Nazionale andava in pratica da S.Alessio e Letojanni sino a tutta la riviera taorminese, comprensiva di Spisone, Mazzarò e Isola Bella con la viabilità paralizzata, automobili ferme una dietro l’altra e autobus turistici e di linea impossibilitati al transito.

Le indagini. Ora si sta esaminando quanto accaduto, contando i danni ingenti e tenendo anche conto che l’incendio si è spinto sino ad alcuni capannoni e abitazioni della zona. Sviluppi potrebbero arrivare anche attraverso la verifica circa l’eventuale presenza di telecamere. Si cerca di capire se sia davvero entrata in azione la mano sprezzante e sconsiderata di qualche piromane, per stabilire se l’incendio sia scaturito per volontà di qualcuno o se invece è stata la natura da sola a fare il suo corso come spesso accade nelle giornate di caldo estivo. La paura è che possano ripetersi altri episodi del genere, che in questi mesi hanno spesso creato danni e pericoli alla pubblica e privata incolumità, portandosi via numerosi tratti di macchia mediterranea danneggiata in modo grave e ben visibile.

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