Il consigliere comunale Eugenio Raneri
Il consigliere comunale Eugenio Raneri

Il consigliere di opposizione Eugenio Raneri rende nota la sua indisponibilità a prendere parte al vertice odierno in Prefettura sulla spinosa questione dei migranti che potrebbero essere trasferiti a Taormina. «Nelle scorse ore, per la prima volta su iniziativa del sindaco – si legge in una nota -, i consiglieri comunali sono venuti a conoscenza delle tematiche trattate nella riunione convocata dal Prefetto di Messina sulla questione dei migranti. In sintesi ci è stato riferito che il Prefetto di Messina ha convocato i sindaci della ex Provincia di Messina con popolazione superiore ai 2 mila abitanti. Il Prefetto ha predisposto una ripartizione dei migranti su base provinciale e nei Comuni con popolazione superiore a 2 mila abitanti con rapporto di 2,5 abitanti ogni 1000 abitanti. Si è quindi parlato dei beneficiari del sistema di protezione Sprar e di convenzioni con i privati per assicurare accoglienza di cittadini richiedenti asilo. Il Prefetto ha chiesto alla Città di Taormina di trovare soluzioni condivise e farsi carico di tali soluzioni condivise per assicurare accoglienza a 38 richiedenti asilo. Ci sono state anche riportate le valutazioni, le preoccupazioni esternate dai sindaci ed in particolare da quelli della fascia tirrenica sulla questione. I consiglieri presenti hanno fatto una disamina sulla questione delle normative vigenti».

La logica dell’improvvisazione. «Le mie personali considerazioni – continua Raneri – sono già state rese pubbliche e non sono cambiate. Ho dichiarato la mia indisponibilità a far parte della delegazione che sarà ricevuta dal Prefetto per un confronto. Le motivazioni sono molteplici e le voglio così sintetizzare. Qualsiasi confronto su tematiche così complesse va preparato, studiato e non può essere lasciato all’improvvisazione. La Città di Taormina, come tutte le Città italiane, non può e non deve chiedere alcuna deroga. La Città di Taormina non ha le strutture idonee per come previsto dalla normativa da poter destinare a questa tipologia di accoglienza. È chiaro anche che non si può e non si deve dire a un Prefetto “se la sbrighi lei” e personalmente sono dell’opinione che la Città di Taormina in sinergia con le forze economiche e sociali possano dare una risposta concreta e forse anche superiore alla richiesta prefettizia attraverso accordi di programma con Piani mirati all’inserimento lavorativo, integrazione sociale e partecipazione alla vita economica, sociale e culturale. I presupposti necessari sono una conferenza dei servizi a livelli prefettizio al fine di assumere decisioni vincolanti sul servizio di sicurezza della Città di Taormina. La Città di Taormina, nelle sue articolazioni può farsi carico solo con popolazione migrante regolarmente censita e non con irregolari. La criticità finanziaria e l’economia non consentono altre invenzioni o speculazioni da parte dei privati o pseudo-soggetti caritatevoli».

Scuse alla città. «Il sindaco, anziché fare il pesce in barile, piuttosto pretenda da chi ha scritto certe cose nei giorni scorsi sulla stampa nazionale – conclude Raneri – che chiedano scusa ai taorminesi e di farli pronunciare sullo scandaloso decreto dirigenziale n. 422 del 10 marzo 2017 dell’Assessorato Regionale Infrastrutture, Mobilità e Trasporti, poiché è loro mestiere svolgere una indagine giornalistica sulle partnership del Piano di Intervento della Regione Siciliana, Fondo Asilo Migrazione e Integrazione 2014-2020 con riferimento a finanziamenti all’Università di Messina per 902 mila euro. Ho rispetto per le Istituzioni e non sono disposto a confrontarmi sul nulla e sul niente e men che meno fare il pesce in barile».

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