Le foto dell'ex sindaco Mauro Passalacqua e dell'attuale sindaco Eligio Giardina campeggiano su una parete del Palazzo del Municipio di Taormina
Le foto dell'ex sindaco Mauro Passalacqua e dell'attuale sindaco Eligio Giardina campeggiano su una parete del Palazzo del Municipio di Taormina

Manca ancora un anno ma le grandi manovre verso il ritorno alle urne sono già iniziate da un pezzo a Taormina e tra i protagonisti della Elezioni 2018 ci sarà Mauro Passalacqua, l’ex sindaco della città e primario del Pronto Soccorso dell’Ospedale San Vincenzo che potrebbe essere uno dei candidati alla prima poltrona di Palazzo dei Giurati. Passalacqua ha preso parte ad alcuni incontri politici e in una intervista a tutto campo a TaorminaToday analizza la situazione attuale e quello che potrebbe accadere nei prossimi mesi in città. Intanto, non fa mistero della sua preoccupazione per il copione politico che, una legislatura dopo l’altra, si ripete e vedere finire i vari sindaci in balia delle rispettive maggioranze.

Maggioranze sotto scacco. «Ho visto la scena della lite tra il consigliere Sabato e il sindaco e dico che o c’è una chiara diatriba all’interno della stessa maggioranza per cui si sta ormai tirando politicamente a campare sino al giugno del prossimo anno oppure tornano i problemi che hanno condizionato tutte le Amministrazioni degli ultimi 20 anni. Non si può immaginare che ad ogni legislatura i consiglieri comunali vadano all’attacco del sindaco e lo mettano in difficoltà. Giardina, al di là delle tante cose che indubbiamente si possono criticare sul piano politico, è vittima degli stessi errori rinfacciati a me o di attacchi analoghi a quelli avvenuti nei miei confronti. Si ritrova sballottato tra richieste impossibili e non credo che il problema di adesso sia stato Andrea Raneri, tolto dalla Rete Fognante per metterlo in Giunta. È una situazione che conosco molto bene. Il problema non sono i medici come si continua a dire, anche perché forse noi medici siamo più predisposti all’ascolto di tanta altra gente in genere e siamo abituati a stare con le persone e tra le persone in ogni nostra giornata. E allora ritengo che tutto nasca dalle solite problematiche e da richieste di poltrone non esaudite».

La rottura con Sabato. Si confermano, poi, ai minimi storici i rapporti politici tra lo stesso Passalacqua e il vicepresidente Vittorio Sabato: «Non ci siamo più trovati politicamente su posizioni. Io credo che non sia bello vedere scene come quelle che abbiamo visto della lite tra Sabato e il sindaco. Ritengo che il consigliere più votato, che ritiene di aver determinato tutte le elezioni dal 1993 in poi, debba pensare ad una sana pensione politica, perché queste scene non fanno bene al cuore. Il problema, però, lo ripeto, non siamo noi medici come lui o altri pensano».

Pdr ai posti di comando. «La verità è che Giardina è in balia del Pdr, del gruppo Picciolo, e ha fatto una scelta che d’altronde è sotto gli occhi di tutti. Nulla voglio togliere a Raneri, che ha ben operato alla Rete Fognante, la questione semmai è che le scelte fatte in queste settimane partono da Messina. Mi ritornano in mente situazioni già vissute tra il 2008 e il 2013, e ricordo ancora quando il Pd mi abbandonò all’89esimo minuto della mia sindacatura. Il mio sbaglio lì forse è stato quello di essere stato l’esatto contrario di Giardina, lui decide da solo e io invece volevo essere collegiale e questo mio modo di fare venne ritenuto un sintomo di debolezza. Il tempo è galantuomo e i fatti mi danno ragione su tante cose: non era debolezza, era democrazia. Ci sono quelli che all’89esimo se ne sono andati dicendo che non mi conoscevano più. Si sono voltati dall’altra parte e hanno abbandonato il sindaco e l’istituzione che rappresenta. Fa paura il pensiero di vedere navigare a vista Taormina per un ulteriore anno con una città che già adesso è allo sbando. Non so che cosa potrà ereditare chi andrà al governo del paese tra un anno. E questo clima dà adito anche ad altri di commentare e deridere Taormina, come i sindaci di paesini che dovrebbero guardare alla loro condizione prima ancora che dare giudizi qui. Taormina oggi è alla ribalta in modo negativo, l’effetto G7 è finito alla mezzanotte del 28 maggio, con un ritorno amaro alla realtà. Questa esperienza non ci insegnato nulla, mentre poteva essere l’opportunità per ripensare il modo di vivere e di amministrare Taormina».

Il rimpianto delle telecamere. «Le telecamere del G7, smontate il giorno dopo che era finito il vertice, mi riportano a un errore di democrazia e di eccessiva lealtà istituzionale che ho commesso quando conclusi il mio mandato di sindaco. Come si ricorderà noi avevamo fatto installare delle telecamere per la Ztl. Forse ho sbagliato quando dissi all’allora assessore Carmelo Valentino di non attivare le telecamere perché essendo giunti a fine mandato ritenevo giusto che se ne occupassero poi quelli che sarebbero venuti dopo di noi. Magari quelle Ztl potevano davvero avviare una piccola grande rivoluzione di vivibilità migliore del territorio, già dimostrata nei fatti da quei giorni del G7. Ora si è tornati
al caos, come prima e peggio di prima».

Nessuna imposizione sui migranti. «In questi giorni c’è un dibattito quasi surreale, molto aspro, sulla questione dei migranti. Io dico che non devono esserci campagne razziste, Taormina è da sempre una realtà accogliente, e bisogna avere un approccio sereno oltre che, ovviamente, molto responsabile su questa problematica. Le scelte devono essere collegiali, vanno discusse e va compreso il modo migliore per accogliere questa gente. Certo è che io, da sindaco e amministratore della città, non avrei mai accettato imposizioni prefettizie. La scelta spetta a Taormina e ai taorminesi. Altrettanto chiaro voglio essere nel dire che se c’è una regia su questo arrivo dei migranti e sul dove destinarli, allora tutto è diabolico. Ribadisco il termine: “diabolico”. Se esiste un programma per lucrare alle spalle di questi poveracci allora si tratta soltanto di affarismo e non è accettabile».

Verso le Comunali 2018. «Non so cosa accadrà da qui a un anno – conclude Passalacqua -. Ho già detto che mi metto a disposizione della città senza la pretesa della candidatura. È evidente che ognuno si sta preparando la sua strada personale per il futuro, sono tutti già proiettati verso le elezioni. Giardina, a parte i suoi innegabili sbagli, ha avuto gli stessi problemi che ho avuto io e rischia di averli anche il prossimo sindaco. Il sindaco di Taormina, chiunque esso sia, non può essere in balia dei questuanti. Se sarò candidato sindaco proporrò due presupposti inderogabili a premessa e cardine di tutto: garanzia di totale libertà di scelte per la figura del sindaco di Taormina. Il sindaco deve, ovviamente, sempre operare nel pieno rispetto della legge e dei cittadini, ma nell’espletamento del mandato serve serenità, non possono e non devono esistere tentativi di condizionamento di alcun genere. Dialogo sì, condizionamenti no. E poi, il secondo punto imprescindibile, è quello di dover accettare di fare politica e candidarsi a ricoprire la carica di sindaco, e quindi di amministratore anche per gli assessori, senza percepire l’indennità di funzione. Le somme dovrebbero essere destinate ad un fondo per attività sociali o comunque impiegate per finalità utili alla città».

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