Il sindaco di Taormina Eligio Giardina
Il sindaco di Taormina Eligio Giardina

«Sulla questione dei migranti non ho più avuto alcuna notizia dalla Prefettura ma in ogni caso ritengo opportuno smentire ufficialmente le voci secondo cui l’eventuale collocazione dei cittadini extracomunitari avverrebbe al Capalc di contrada S. Antonio». Lo rende noto il sindaco Eligio Giardina che nella giornata di ieri è tornato sulla discussa questione dei 38 migranti che potrebbero arrivare a Taormina ma si è soprattutto soffermato, di riflesso, sulla situazione del Capalc, l’ex scuola convitto albergo da ormai 30 anni confinata al ruolo di “mostro dormiente” della città di Taormina e dove si è ipotizzata la collocazione proprio per i migranti. «Comunico in termini ufficiali – afferma Giardina – che il Capalc non sarà utilizzato per ospitare migranti o con una simile tipologia di destinazione d’uso. Nel ribadire il necessario rispetto per queste persone e in attesa dell’incontro col Prefetto che ho richiesto e che dovrebbe aver luogo in presenza di una delegazione di consiglieri comunali, ritengo sia doveroso chiarire che il Capalc non avrà quella tipologia di utilizzo che si vocifera sino a questo momento nel caso in cui dovessero arrivare in città i cittadini extracomunitari. Sul Capalc la scelta a mio avviso deve essere molto semplice e sono soltanto due le strade percorribili rimaste al Comune di Taormina: ovvero rilanciare la struttura per come era nata in origine e quindi farne un centro scuola convitto albergo o altrimenti andrà dismesso e venduto per consentire al Comune di introitare importanti risorse in bilancio».

Gli sfollati taorminesi. «Il Capalc non diventerà mai un dormitorio dei migranti ma questo vale in generale anche per qualsiasi altra situazione del genere – continua Giardina -, visto che in quella struttura si è già verificata un’esperienza simile in passato quando l’immobile venne destinato a sede degli sfollati taorminesi della frana di piazza Pagano». Secondo il primo cittadino «non potrà proseguire in eterno la condizione attuale di degrado e abbandono del Capalc ed è arrivato il momento di prendere una decisione su cosa si vuole farne». Giardina ipotizza un’intesa «con delle eccellenze italiane e straniere per realizzare quella scuola convitto albergo e quindi quel centro con la cui destinazione era stata realizzata la struttura» o «altrimenti il Comune dovrà avviare l’iter per vendere l’immobile».

Il piano di alienazione. I locali del Capalc, per effetto di quanto deciso nel Piano di Alienazione dei Beni comunali, tra l’altro, sono già stati resi disponibili qualche tempo fa alla vendita alla cifra di 22 milioni 735mila euro. Nel tempo il prezzo di questo immobile ha subito varie oscillazioni e si è passati da 18 milioni a 15 sino anche ad una svalutazione a circa 10 milioni, e adesso l’impennata a 22 milioni nonostante le condizioni di degrado totale del sito. Si è tentato, invano, anche di far inserire l’immobile tra i lavori del G7 ma il tentativo è fallito.

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