Doms San Pancrazio
Taormina. Domus San Pancrazio: ripartono i lavori nell'area archeologica

Ripartiranno lunedì mattina i lavori nell’Area archeologica delle Domus di Villa San Pancrazio, riportata alla luce nell’ambito di una campagna scavi che vede impegnata dal 2015 l’Università di Messina, con attività dirette dal responsabile scientifico dei lavori, il prof. Lorenzo Campagna, del Dipartimento di Civiltà Antiche e Moderne (Dicam). La villa, come si ricorderà, è stata acquistata a suo tempo all’asta dalla “Luxury Collection Srl” dell’imprenditrice Costanza Giotti, che già da diversi anni opera nel settore turistico ricettivo a Taormina detenendo la proprietà di un noto albergo sito in zona. Le operazioni in corso stanno avendo risvolti archeologici di assoluto rilievo, dando un seguito molto interessante alla prima campagna di scavi datata luglio 2015 nella quale ebbe avvio il recupero di un bene a lungo rimasto in abbandono.

L’impegno della proprietà. Gli scavi hanno riportato alla luce due Domus di età ellenistico romana. Le attività hanno sinora impegnato studenti e giovani ricercatori dell’Ateneo di Messina e sono rientrate in un ampio accordo accordo stipulato tra il “Dicam” dell’Università di Messina, la Soprintendenza di Messina ed il Parco Archeologico di Giardini Naxos, con il placet della proprietà di Villa San Pancrazio, che sta dando un apporto significativo per la riuscita dell’iniziativa. La proprietà ha messo a disposizione i mezzi, collaborando attivamente ad un ampio piano operativo nel quale c’è da un lato l’opera che viene eseguita a mani nude e dall’altro c’è da portare via il materiale che copriva sino a pochi anni fa i resti antichi, a lungo confinati ad una condizione di degrado. È stato posto in essere alla Domus un cantiere scuola con studenti dell’Università che si sono sinora alternati facendo qui tirocinio e stage ed imparando dal punto di vista pratico il mestiere dell’archeologo. L’Università aveva già lavorato in questi terreni e adesso si sta sviluppando una ulteriore fase con nuove attività, dapprima di ricerca e poi di rivalutazione storica ed archeologica, nell’area in oggetto.

I lavori in agenda. «Faremo un lavoro caratterizzato dall’esecuzione di saggi all’interno dell’area già scavata – spiega il prof. Campagna, responsabile della cattedra di Archeologia romana all’Unime -. Non amplieremo l’area di scavo, andremo invece a completare la definizione planimetrica e cronologica delle due domus di età ellenistico romana già portate alla luce». Gli scavi erano andati avanti anche in inverno, sino poi alla fine di maggio. Le attività che riprendono lunedì impegneranno 40 studenti universitari che contribuiranno alla prosecuzione di un percorso che sta restituendo alla città una delle sue bellezze storiche, destinate ad ampliare anche la futura offerta culturale e turistica di Taormina.

© Riproduzione Riservata

Commenti