Piscina comunale di Taormina
Piscina comunale di Taormina

«La causa avviata al Tar contro di noi è solo un paravento. La vera strategia del Comune di Taormina è quella di dismettere la piscina comunale e utilizzare quell’area per farne un’elipista permanente. Chi c’è dietro questa enorme sceneggiata politica che si sta compiendo sulla piscina?». È la dura presa di posizione del Corpo Volontario di Soccorso in Mare che interviene così sulla querelle della piscina comunale, sulla quale si dovrà attendere l’udienza nel merito al Tar di Catania a gennaio per stabilire se avrà luogo o no il rilascio dei locali chiesto dal Comune con un ricorso già discusso in prima udienza giovedì scorso nei confronti del Cvsm. «Ci viene contestato che il contratto sia scaduto il 9 marzo scorso e che la legge del tacito rinnovo non sia più valida – afferma Alessandro Gaglio, portavoce del Cvsm – ma a Taormina forse non sanno che quella normativa è entrata in vigore dopo che il Cvsm aveva partecipato al bando per la piscina e se lo era aggiudicato. A Taormina la matematica forse è un’opinione e non si comprende che 9+9 fa 18 e il contratto scade nel 2026».

Il contratto. «Vogliono cacciare il Cvsm, non per riaprire la piscina ma per sopprimerla – continua Gaglio -. Non ci sarà nessun nuovo bando se perderemo al Tar. È in atto un comportamento di violenza inaudita contro di noi. Riteniamo vergognoso quanto si sta facendo contro il Cvsm, presieduto da Giuseppe Sperlinga, persona di 62 anni di rara moralità e onesto lavoratore che nella vita ha affrontato numerose difficoltà. Sperlinga per difendere questa piscina si è recato dalle autorità dichiarandosi pronto anche a farsi arrestare. Se avremo torto lasceremo tutto e andremo via: ma se così non sarà qualcuno dovrà assumersi tutte le gravissime responsabilità di questa vicenda. Qui si andrà ben oltre il Tar. Abbiamo preso parte alla recente udienza con i nostri legali e si va verso una strada che per il Comune non avrà via d’uscita».

Strategia contro Cvsm. «In questi anni – prosegue Gaglio – si è consentito ad una scuola di aprire una piscina ad un costo di 10 euro per l’utenza, ci è stata ridotta l’agilità delle tribune da 500 posti a 99 e abbiamo dovuto rinunciare ad organizzare qui Campionati Europei Master per non fare una figuraccia. E per riparare il tetto il Comune ci ha impiegato 296 giorni, facendo perdere al Cvsm il 50% di utenti. Adesso vogliono toglierci anche quel restante 50% di iscritti? O il Consiglio comunale ritira quell’atto deliberativo che autorizza la variante per fare in quei terreni un’elipista o se rimane in vigore avrà risvolti diversi. La volontà sinora espressa è di farne un’elipista permanente, contravvenendo a quanto si stabiliva in conferenza dei servizi che aveva disposto un uso soltanto provvisorio della pista per il G7. Si vuole trasformare quell’area in una zona paramilitare? Si sta arrugginendo tutto e sono state distaccate le utenze. È enorme il danno d’immagine contro di noi. Non è una questione di soldi ma di mancanza di rispetto dei contratti».

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