Il consigliere comunale Eugenio Raneri
Il consigliere comunale Eugenio Raneri

«Taormina non ha bisogno di fustigatori di Racalmuto o di Alba, né di predicatori di moralità né di donne di carità, circoli o pseudo-società civili che chiedono tavoli e sgabelli per avere un posto al sole. Osservazioni, insinuazioni e lezioni di moralismo, personalmente le respingo ai mittenti, stante che sull’argomento sono già intervenuto e le conclusioni le trarrò martedì in Consiglio comunale ma visto che il sindaco continua ad intervenire sull’argomento ritengo opportuno ribadire e sottolineare alcune questioni che mi stanno a cuore e che spero serviranno per un chiarimento definitivo per chi di questo argomento ne sta facendo un vessillo speculativo e sta persino tacciando i consiglieri comunali e la città di essere razzisti». Lo afferma il consigliere comunale di opposizione Eugenio Raneri, che torna a farsi sentire sulla spinosa questione dei 38 migranti che potrebbero arrivare a Taormina.

I numeri degli stranieri. «Gli stranieri residenti al 1 gennaio 2016 a Taormina – afferma Raneri – sono 737, e rappresentano il 6,7% della popolazione cittadina, perfettamente integrati e senza alcun problema di isolamento. Il trend dal 2004 al 2016 ha tendenze di crescita, nella città Metropolitana di Messina sempre al 1 gennaio 2016 sono 28 mila 136 e cioè il 4,4% della popolazione residente. Dai dati Istat sulla popolazione straniera residente nella Città Metropolitana di Messina, Taormina occupa il quinto posto dopo Messina, Barcellona, Lipari, Milazzo. Per quanti, come il sindaco sono alla ricerca di speculatori e visto che teme azioni da parte della Regione, voglio ricordargli e suggerirgli di andare a leggere la programmazione pluriennale in tema di politiche del Lavoro e dell’Integrazione, periodo 2014-2020, le cinque azioni del Piano integrato della Regione Siciliana, e relativi avvisi e proroghe varie, nonché il Piano di intervento della Regione, l’analisi del fabbisogno e le relative percentuali per province, i destinatari del piano e il budget del piano Fondi per l’Università. Sempre della Regione Siciliana, il sindaco e quanti sono a caccia di speculatori vadano a vedere il decreto del dirigente generale n.422 del 10 marzo 2017, di manifestazione di interesse per la realizzazione di programmi di Housing sociale, le caratteristiche dei soggetti ammessi, i criteri di investimenti con allegati e si capirà cosa si può mascherare con la solidarietà». «Inoltre, dalla partnership del piano di intervento della Regione Sicilia si può desumere che all’Università di Messina per il sostegno scolastico e dispersione sono stati assegnati 200 mila euro per “Qualificazione del sistema scolastico in contesti multiculturali”, 367 mila euro per i servizi di integrazioni, Promozione dell’accesso ai servizi per l’integrazione, 70 mila euro per Servizi di informazione qualificata, 265 mila euro per la Promozione della partecipazione attiva dei migranti alla vita economica, sociale e culturale, anche attraverso la valorizzazione delle associazioni. Si parla, insomma, di 902 mila euro totali che corrispondono a 2 miliardi di vecchie lire».

L’incontro in Prefettura. «Mi sembra strano che sulla questione il sindaco intervenga nuovamente, riconducendo tutto ai fini elettoralistici e proponendo tavoli, commissioni e quanto altro di cui non si conoscono ad oggi le finalità. Voglio solo ricordare che il piano Sprar parla di 2,5 migranti per 1000 abitanti ed è facilmente consultabile che queste percentuali vengono attribuite alle città metropolitane per un certo numero e un’altra percentuale va a riguardare i Comuni con meno o più di 2 mila abitanti. Io non credo che un Prefetto che è l’emanazione dello Stato, e quindi del Governo, convochi a suo piacimento un sindaco per attribuire un numero di migranti. Sicuramente il Prefetto conosce bene la situazione della Provincia e avrà da sottoporre ai vari sindaci della Provincia una sua strategia che dovrà seguire un criterio obiettivo. Il fatto è che non è dato sapere ad oggi le motivazioni della sua convocazione in Prefettura né i contenuti dell’incontro, salvo dichiarazioni incomplete o poco comprensibili di chi ha partecipato».

I ragazzi di Chernobyl. «Siamo alle solite: sarebbe opportuno che il sindaco e l’Amministrazione anziché dedicarsi a Notti Bianche e Notti Rosa, ad eventi di dubbia valenza culturale, faccia una seria riflessione sui comportamenti tenuti nel corso del G7 e dei lavori che si sono fatti in città e comprenderà facilmente che gli interlocutori non hanno bisogno di capire che manca di autorevolezza, progettualità e conoscenza delle problematiche della città. I recenti fatti hanno creato solo contenziosi: vedi Palazzo Corvaja, logoramento dei rapporti col soprintendente contenzioso sulla piscina ed altro ancora. A chi invece ammantandosi di “agnello” ritengo sia invece “lupo”, voglio dire che per quanto riguarda l’ospitalità se si ha qualcosa da dire, la si dica in prima persona e non lasciando ad altri il compito di scrivere senza sapere i fatti di Taormina e dei cittadini di Taormina che non hanno nulla da apprendere e da imparare né dalle Istituzioni né da “pennivendoli”. E per chi ha memoria corta vorrei ricordare l’ospitalità data dalla città di Taormina ai ragazzi di Chernobyl».

I giovani taorminesi. «Forse è venuta l’ora che il Prefetto Carpino renda pubbliche le spese sostenute per il G7 – conclude Raneri -, sia per le opere infrastrutturali che per quelli legati a ospitalità e catering al fine di capire pure i beneficiari e per mettere a tacere definitivamente i moralisti del Pd, che come al solito cercano di fare fughe in avanti, dimostrando ancora una volta una visione riduttiva e distorta della città di Taormina. Il Pd di Taormina faccia un’analisi sulla popolazione taorminese, sui residenti, e spieghi alla città, se né è capace, quali debbano essere le strategie per fare restare i giovani taorminesi che hanno conseguito un diploma o una laurea. Un amministratore deve porsi queste domande se non vogliamo che la città possa solo offrire occupazione a camerieri, netturbini, cuochi non qualificati, personale di pulizia e affidamento a pseudo cooperative politiche di catering e servizi sociali. Su questi temi sono pronto a confrontarmi senza temere di essere smentito».

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