Il capogruppo di
Pinuccio Composto, capogruppo di ProgettiAmo Taormina

«L’Amministrazione faccia chiarezza al più presto sulla situazione della Fondazione Mazzullo, e quindi sulle dimissioni del presidente e sulle concessioni che vengono effettuate al momento per il Palazzo dei Duchi di Santo Stefano. Altrimenti si rischia uno scenario analogo a quello di Palazzo Corvaja». Il monito arriva dal capogruppo consiliare di “ProgettiAmo Taormina”, Pinuccio Composto. Il consigliere di opposizione, in premessa, punta l’indice in particolare sulla questione delle dimissioni date dal presidente Alfio Auteri: «Come mai si è dimesso già prima del G7, ma nessuno dell’Amministrazione ha comunicato queste dimissioni e la lettera è stata conservata in un cassetto dal sindaco e dall’assessore?».

Un nuovo percorso. «La situazione della Fondazione Mazzullo riflette una gestione fallimentare degli immobili comunali, che non produce nulla di buono per il Comune, con le spese tutte a carico della città e dei cittadini, mentre le entrate sono a vantaggio esclusivo del privato. Noi cittadini, noi Comune di Taormina, mettiamo la corrente elettrica e l’acqua e i privati incassano. Dopo una grossa battaglia fatta dall’opposizione forse si sta iniziando a capire che le cose devono cambiare e si arriverà ad una regolamentazione sulle concessioni, ma sinora sono rimasti inascoltati anche i richiami dei Revisori dei Conti e della Corte dei Conti. Si sta anche iniziando un nuovo percorso, differente dal passato in altre strutture comunali come la Casa di riposo, dove le cose potranno funzionare bene».

La figuraccia del Comune. «Ma sui palazzi storici l’Amministrazione – conclude Composto – deve comprende che esiste alla Fondazione Mazzullo il rischio di situazioni analoghe a quanto già sta accadendo a Palazzo Corvaja, dove c’è in atto una gigantesca figuraccia del Comune di Taormina. Un privato decide per il Comune, perché il Comune ha sbagliato e ci dà i tempi e i modi perché la politica che governa questa città non è capace, non è all’altezza. E, per di più, nonostante gli sbagli non si pone rimedio agli sbagli degli uffici comunali. E allora questa classe politica a cosa serve?».

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