Vittorio Sgarbi
Vittorio Sgarbi

Spunta un altro candidato alla presidenza della Regione Siciliana, ed il nome non è di quelli che passano inosservati: è Vittorio Sgarbi. Il critico d’arte e già parlamentare in queste ore vuole tentare la scalata al governo siciliano ma la prospettiva non è quella velleitaria di una corsa solitaria, che avrebbe poche chance di sparigliare lo scacchiere politico della Trinacria. Sgarbi pensa infatti di inserirsi nella corsa per la candidatura nel centrodestra, nel ruolo di “guastafeste” delle schermaglie in atto tra Nello Musumeci, che resta il più autorevole pretendente alla nomination, e Stefania Prestigiacomo, il cui nome sarebbe sponsorizzato da Gianfranco Miccichè. Il professore, che proprio nei giorni scorsi è stato in Sicilia e a Taormina, potrebbe, quindi, discutere la sua possibile candidatura direttamente con Silvio Berlusconi, per convincere il Cavaliere che in Sicilia serve un simil “grillino” di destra per esorcizzare la prospettiva concreta di un’affermazione dei grillini del Movimento Cinque Stelle. E sullo sfondo delle elezioni regionali di novembre potrebbe spuntare pure la candidatura di Piero Grasso, che potrebbe “resuscitare” e ricompattare il centrosinistra lacerato da Crocetta. Per questo Sgarbi vuole giocarsi le sue chance e far breccia nei ragionamenti e le riflessioni di Berlusconi.

Diatriba infinita. In Sicilia non si riesce a ricompattare il centrodestra e la diatriba politica procede senza tregua anche in questi giorni: da un lato Musumeci pone sul tavolo la sua candidatura e da tempo si dice anche disposto a confrontarla alle primarie della coalizione, dall’altra parte Miccichè frena e pare piuttosto intenzionato a sostenere la Prestigiacomo. «Io lavoro affinché Forza Italia trovi la miglior candidatura possibile per le regionali in Sicilia. Non detto l’agenda politica di Musumeci, ma tantomeno intendo farmela dettare dai suoi ultimatum», parole, quelle di Miccichè, che sanno di sentenza sulla rottura che si sta consumando nel centrodestra e rischiano di tagliare fuori di nuovo quella parte politica dai sogni di gloria per le Regionali. Musumeci, a sua volta, ha accusato Forza Italia di «voler decidere l’agenda politica regionale». L’ex presidente della Provincia di Catania ha invitato Micchichè a fare il nome di un eventuale “super-candidato”, incensurato, conosciuto e alternativo al Pd. Lo strappo, in buona sostanza, si è consumato.

La strategia del professore. Sgarbi discuterà col Cavaliere proponendosi per mettere fine alle tensioni e per scongiurare lo scenario dello scisma. Ma Sgarbi, in ogni caso, non vorrebbe correre in Forza Italia, e il suo tentativo sarà quello di convincere sia Berlusconi a sostenerlo sia gli attuali contendenti a fare un passo indietro sul suo nome, nella convinzione di poter essere lui il nome per contrastare la candidatura di Grasso e per fermare l’avanzata dei Cinque Stelle. Sgarbi vuole proporsi ai siciliani con un suo movimento all’interno della coalizione: è il movimento è quello civile e non politico già creato nei mesi scorsi e denominato “Rinascimento”. «Il mio Rinascimento fa della bellezza e dell’arte il cuore del suo programma: ci vuole vuole un governo attento alle cose del mondo e che rimetta le cose apposto, partendo dalla tutela e la valorizzazione della civiltà artistica». I prossimi giorni diranno se il tentativo del professore non avrà seguito o se, invece, sarà la sorpresa di questa campagna elettorale. La palla passa al Cavaliere.

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