Roberto Celli, founder Beni Culturali Srl
Roberto Celli, founder Beni Culturali Srl

Un altro possibile colpo di scena nella querelle delle mostre a Palazzo Corvaia. L’ideatore ed organizzatore della nostra Unescosites in corso a Taormina proprio nella ex sede del parlamento siciliano ha formulato ieri a Roma nel corso di una conferenza stampa svoltasi a Palazzo Chigi una proposta ufficiale per uscire dalla fase di impasse che vede il privato impegnato in un braccio di ferro legale con il Comune per la titolarità a poter rimanere a Palazzo Corvaia. Proprio nei giorni scorsi il Tar ha accolto l’istanza cautelare presentata dalla Beni Culturali Srl dell’ing. Celli bloccando in tal modo l’azione di riconsegna del Palazzo intrapresa dall’ente locale e legittimando il privato alla prosecuzione intanto della mostra. E in attesa del l’udienza nel merito prevista per i prossimi giorni il founder Celli ha lanciato ieri la proposta: il ritorno di un Antonello da Messina a Taormina ed in cambio la disponibilità a porre fine al contenzioso.

La proposta di Beni Culturali Srl. «Siamo qui per fare una proposta molto forte che mette da parte i propositi economici a favore della cultura per il nostro Paese – ha detto Celli -. Noi rinunciamo al contenzioso e al risarcimento danni, in cambio chiediamo alla Regione Sicilia di riportarci uno dei tre dipinti di Antonello da Messina, per esporlo alla mostra Unescosites a Palazzo Corvaja tutto il mese di luglio». «L’esposizione – si legge in una nota – è finita su tutte le tv del mondo, con le immagini delle first ladies del G7 intente ad ammirare i capolavori di Antonello da Messina e l’Ecce Homo di Caravaggio. Spenti i riflettori del summit, si sono accesi su Taormina quelli dei media nazionali, che hanno registrato la “macelleria” culturale scatenata dal Comune di Taormina. “Il pasticcio è nato da un inghippo burocratico – si legge in una nota -: il sindaco aveva concesso Palazzo Corvaja sia a Ben Culturali, con un accordo del settembre scorso, sia alla società Bicubo, che aveva firmato due mesi dopo (il 18 novembre). Il secondo accordo, però, era stato tenuto nel segreto di un cassetto ed è venuto a galla solo dopo la fine del G7, quando i funzionari si sono presentati da Beni Culturali chiedendo di lasciare anticipatamente lo spazio, che sarebbe dovuto essere a disposizione di Unescosites fino al 30 giugno». La contesa, secondo quanto evidenziato dalla Beni Culturali, «è diventata così fumosa che la Regione Sicilia, non avendo chiarezza, ha deciso di ritirare anticipatamente i tre dipinti di Antonello da Messina». «Questo ci ha creato un grave danno all’immagine, perché la gente non capiva cosa fosse successo, e anche un danno economico», ha detto Celli. La Beni Culturali lamenta di aver anticipato somme per i lavori e «perso migliaia di euro dai biglietti non venduti, visto che i visitatori non sapevano che fossimo aperti e che da noi c’è ancora il Caravaggio». «Quello che conta non sono i soldi, ma riavere Antonello Da Messina per tutto luglio», ha aggiunto Celli.

Bicubo verso il contenzioso. Adesso bisognerà anche valutare la posizione dell’altra società che aveva ottenuto una autorizzazione dal Comune, la Bicubo, per la mostra Van Gogh Multimedia Experience che sarebbe dovuta iniziare l’11 giugno scorso e poi rinviata. La Bicubo potrebbe infatti intraprendere un contenzioso nei confronti della casa municipale, che a sua volta intanto sulla vicenda delle mostre ha trasmesso nei giorni scorsi gli atti alla Procura attraverso l’attività del Comando di Polizia municipale nella funzione di Polizia giudiziaria.

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