Ufo Taormina

C’è anche lo storico episodio degli Ufo nel cielo di Taormina, datato 1954, fra le 13 milioni di pagine scansionate di documenti desecretati, per un totale di quasi 800 mila file che la Cia (Central Intelligence Agency) ha pubblicato ufficialmente qualche tempo fa. Si tratta di una ricchissima versione del database Crest, dove l’agenzia americana raccoglie e organizza i documenti sui quali ha tolto il vincolo della segretezza. Così sono state pubblicate online una quantità impressionante di pagine scansionate di documenti desecretati, per un totale di quasi 800 mila file — in mezzo c’è di tutto, dalla Guerra fredda in poi, e ci sono alcuni documenti di grande valore storico, dalle carte di Henry Kissinger a tantissime analisi di geopolitica, ma niente di sconvolgente: non sono documenti desecretati per caso. I documenti erano finora rimasti accessibili solo di persona, agli archivi nazionali della CIA in Maryland — gli attivisti di MuckRock sostenevano che fosse una “finta” pubblicazione, e sono riusciti a ottenere la pubblicazione online, non senza l’aiuto di un vasto supporto su Twitter e Reddit, ed anche di tanti appassionati cospiratori. Un pubblico talmente vasto che ha consentito di raccogliere 15 mila dollari in crowdfunding per scansionare e pubblicare online i documenti, un file alla volta.

Brivido a mezzogiorno. E tra i casi pubblicati dalla Cia, come detto, è spuntato a sorpreso quello di Taormina 1954, con una copia del Flying Soucers, Ufo Reports. che riporta due storici avvistamenti in Italia, uno durante un blackout a Roma, un altro di due misteriosi oggetti apparsi nel cielo della Perla dello Ionio. «Brivido a mezzogiorno, un disco volante ammara a Taormina», è il titolo con il quale un giornale dell’epoca diede la notizia del caso meglio conosciuto come “La foto dei dischi di Taormina”. Ancora adesso c’è chi sostiene che si sia trattato di un falso e che cioè i due oggetti che caddero quel giorno sul litorale di Taormina e Giardini fossero due palloni sonda, ma c’è anche chi è convinto che si trattò realmente di qualcosa di misterioso. In quella occasione numerosi cittadini accorsero in strade per osservare il fenomeno e volsero lo sguardo al cielo per provare a capire cosa stesse accadendo.

La storia dell’Ufo di Taormina. Nel tempo, la foto divenne più conosciuta all’estero che in Italia e, benché il parere degli studiosi la ritenne un episodio di finto avvistamento Ufo, non sono mancati coloro che hanno continuato a presentarla come se quelli ritratti fossero veri ufo. Ciò sicuramente anche a causa di quanto scrisse Ansel Talbert sul New York Herald Tribune (che si pensava fosse la fonte primaria del caso), nella sua edizione parigina del 10 dicembre 1954 e cioè che gli esami cui la fotografia e la sua negativa erano stati sottoposti non sembravano rivelare alcuna doppia esposizione né trucchi. Non si conosceva con precisione nemmeno la data, venendo essa variamente collocata tra la primavera e l’autunno del 1954. Successivamente emerse una ricostruzione dei fatti ancora più clamorosa in base alla quale gli oggetti sarebbero stati visti da “migliaia di persone” e che i pretesi dischi si allontanarono poi solo al sopraggiungere di un caccia dell’Aeronautica Italiana. Dell’episodio degli Ufo di Taormina si parlò a più riprese con inchieste giornalistiche in un susseguirsi di molteplici ipotesi ed ulteriori ricostruzioni alimentatesi per decenni, sino ad una più recente e clamorosa versione dei fatti.

La leggenda dei pescatori. Negli Anni Novanta si disse, infatti, che le evoluzioni dei due oggetti, Ufo o palloni sonda, apparsi in cielo, a quel tempo erano state osservate non solo a Taormina da tutti i paesi distribuiti lungo il litorale della costa taorminese, e gli oggetti erano appunto due, ma soltanto uno fu recuperato in mare a circa due chilometri dalla riva da una barca di “coraggiosi” pescatori di Sant’Alessio. Mentre dell’altro, allontanatosi verso l’interno in direzione di Graniti, si erano perse le tracce.

Il simbolismo della centauressa. Infine, secondo un’altra versione ancora, l’episodio dei due oggetti misteriosi avrebbe riguardato non a caso Taormina perché il simbolo della città è una centauressa, una figura mitologica, metà essere umano, metà animale, e tale avvenimento in quella zona avrebbe rappresentato un messaggio ai posteri, tanto più che Taormina si trova accanto al borgo di Castelmola, dove c’è una montagna, Monte Venere, storicamente legata a leggende e realtà che si fondono all’unisono nel segno del mistero.

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