Piscina comunale di Taormina
Piscina comunale di Taormina

«Hanno fatto una fuga avanti e addirittura hanno denunciato il Comune. A quel punto ci siamo dovuti difendere e si è reso necessario presentare il ricorso al Tar di Catania, finalizzato ad ottenere il rilascio della piscina comunale da parte di un ente gestore che non è più titolato contrattualmente a rimanere dentro la struttura». «Il Comune di Taormina non emette sentenze e non ha condannato a morte il Cvsm né nessun altro. Stiamo soltanto facendo valere le legittime posizioni dell’ente pubblico». Così la casa municipale, attraverso le parole dell’assessore al Bilancio e Contenzioso, Salvo Cilona, replica al Corpo Volontario di Soccorso in Mare nella querelle sulla piscina comunale che vede contrapposti l’ente gestore ed il Comune che detiene la proprietà del complesso di contrada Bongiovanni. Le parti sono arrivate allo scontro totale, ormai prossimo al Tar, dove la Giunta di Palazzo dei Giurati chiederà con apposito ricorso già depositato il rilascio dei locali.

Fuga in avanti. «Noi volevamo trovare una soluzione condivisa e pacifica – spiega Cilona – ma loro non hanno colto questa nostra disponibilità a concludere in maniera serena la gestione il cui contratto è scaduto. Hanno fatto una fuga avanti e addirittura hanno denunciato il Comune. A quel punto ci siamo dovuti difendere e si è reso necessario presentare il ricorso al Tar di Catania, finalizzato ad ottenere il rilascio della piscina comunale da parte di un ente gestore che non è più titolato contrattualmente a rimanere dentro la struttura».

Resa dei conti al Tar. Per il Comune il contratto sottoscritto tutto nel 2008 dall’allora Commissario del Comune, Antonino La Mattina con il Cvsm sarebbe scaduto il 9 marzo scorso mentre per il Cvsm il 9 + 9 si sarebbe trasformato poi in un contratto di 18 anni continuativi con scadenza nel 2026. Nodo del contendere sono in tal senso i lavori per i campetti sportivi che il comune aveva autorizzato e per i quali il Cvsm aveva ottenuto un finanziamento di 490 mila euro dal Credito Sportivo, andato poi in fumo perché nel mentre la casa municipale non ha trasmesso all’ente gestore alcuni atti per definire la pratica e anche perché sempre il Comune ha autorizzato la realizzazione per il G7 di una elipista nei terreni di contrada Bongiovanni. «Siamo dalla parte giusta ed emergerà con chiarezza nelle aule di tribunale o qualsiasi altra sede – aggiunge Cilona -. Se, come riteniamo avverrà, il Tar ci darà ragione si potrà procedere al recupero e rientro in possesso della piscina comunale, a quel punto si predisporranno subito gli atti propedeutici per indire un bando pubblico finalizzato ad individuare una nuova gestione della piscina comunale».

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