Il sindaco di Taormina Eligio Giardina
Il sindaco di Taormina Eligio Giardina

«Sulla vicenda dei migranti stiamo assistendo ad inaccettabili e vergognose critiche nei miei confronti, senza che neppure si conoscono i fatti. È un linciaggio politico e umano inaudito quello che sta accadendo». Lo afferma il sindaco Eligio Giardina, che replica così sulla bufera che sta investendo il Comune per la decisione di non opporsi all’arrivo dei migranti a Taormina.

Una decisione imposta. «Noto con estremo dispiacere – ha dichiarato Giardina – che si è aperta la campagna elettorale a Taormina. C’è gente che vuole farsi pubblicità attaccando il sindaco, che in questa vicenda non ha responsabilità che vengono prese certamente a livelli ben più alti. Ancora non ho capito quale sia esattamente la mia colpa. Contro di me leggo critiche inaccettabili, fasulle e pretestuose. Nei giorni scorsi aveva iniziato la consigliera Longo, adesso il consigliere Raneri, l’avvocato Perdichizzi e pure l’ex sindaco Passalacqua. Se mi oppongo mi si dice che sarei razzista, se non mi oppongo mi si contesta che sia colpa mia questa decisione di far arrivare i migranti: tutto e il contrario di tutto, qualsiasi cosa io faccio è motivo di contestazione. Ma io mi chiedo se queste persone, ed altre ancora, abbiano contezza di cosa sia esattamente la funzione del sindaco? Sono stato chiamato tre giorni fa dal Prefetto, insieme ai rappresentanti dell’Anci ed è stato stabilito che ogni Comune dovrà portare a casa, ospitare o insomma accogliere, un numero di migranti che viene determinato in base al numero di residenti e quindi alla popolazione complessiva. Taormina è destinataria, in tal senso, di 38 migranti. Ho ascoltato in religioso silenzio quanto è stato comunicato e si tratta di una scelta imposta nell’ambito del piano di riparto elaborato dal Dipartimento libertà civili e sottoscritto dall’Anci. I migranti arriverebbero in qualsiasi caso in tutti i vari Comuni e anche qui, sia che da da parte nostra venga detto sì, sia per imposizione anche nel caso volessimo opporci. Quello che mi si contesta non corrisponde al vero e mi indigna. Se vogliono fare campagna elettorale lo dicano e lo facciano ma non si può addossare sul sindaco una responsabilità e una colpa che non è mia. È un gioco al massacro a cui io non ci sto».

Eventuale deroga. «L’approccio a questa vicenda – conclude Giardina – deve partire da altri presupposti e da uno spirito di confronto leale e sereno, che non sia elettoralistico come tutte quelle dichiarazioni che ho avuto modo di leggere. Ci si può confrontare e si può cercare una soluzione, che potrebbe essere quella di chiedere al Governo una deroga trattandosi di Taormina e cioè di una località turistica internazionale. Ma in ogni caso non si può accettare che si intervenga con quella veemenza per attaccare il sindaco. Questa vicenda è stata strumentalizzata senza conoscere i fatti, lo ribadisco e mi dispiace che si sia creato questo clima. Vengo attaccato sul “sentito dire” non sulle cose concrete. Mi vergogno degli attacchi personali mossi alla mia persona».

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