Il consigliere comunale Eugenio Raneri
Il consigliere comunale Eugenio Raneri

Il possibile arrivo dei migranti a Taormina scatena subito aspre polemiche e anche il consigliere comunale Eugenio Raneri si schiera contro la prospettiva del trasferimento in città di 38 extracomunitari che verrebbero destinati in strutture private a Mastrissa e Trappitello. «I taorminesi tutti, e soprattutto quelli che hanno votato per il sindaco Giardina non hanno ancora capito il “personaggio”. Il “padre padrone” crede di essere l’imperatore di Taormina, decide per tutti ed a nome di tutti. Ma lo sa quanti stranieri e – migranti regolari- risiedono nella città di Taormina? Prima di prendere decisioni azzardate insieme a Consiglieri comunali che sconoscono cosa significa accoglienza vadano all’Ufficio Anagrafe si facciano rilasciare il numero dei residenti non italiani. Qualora gli fosse difficile, fornisco io i riferimenti dove per l’anno 2016 possono costare che i cittadini non italiani residenti a Taormina sono 737 (309 maschi e 428 femmine). La comunità straniera più numerosa è quella proveniente dal Marocco con il 16,7% di tutti gli stranieri presenti sul territorio, seguita dallo Sri Lanka (ex Ceylon) (14,0%) e dalla Romania (12,5%). Continenti e Stati di provenienza in dettaglio si possono desumerli in modo estremamente chiaro, con la speranza che anche gli ignoranti siano in grado di fare qualche somma algebrica».

No senza razzismo. «Ma dove si vuole portare Taormina? Nessuno pensi di giocare su questa vicenda – continua Raneri -. Occorre semmai sedersi ad un tavolo, dove si potrà facilmente dimostrare che Taormina non può rientrare tra le località dove destinare i migranti. Qui, sia chiaro, non c’è nessun razzismo e c’è anzi grande rispetto delle emergenze sociali, ma è fondamentale valutare il numero dei migranti regolari già presenti a Taormina e considerare quello che potrebbe essere l’effetto se dovessero arrivare degli irregolari. Se poi si vuole creare il caos con gli irregolari, lo si dica e ognuno si assumerà le responsabilità del caso. Taormina capitale del turismo siciliano e città del G7 non può assumersi la responsabilità di accogliere i migranti».

Turismo e sicurezza. «Le Forze dell’Ordine e gli organi preposti alla vigilanza – aggiunge Raneri – per l’esiguo numero attuale di unità presenti sul territorio hanno già abbastanza compiti di cui doversi occupare ogni giorno sul territorio e non sono in grado di potersi caricare anche l’impegno di effettuare ulteriori controlli. Prova ne sia ciò che avviene negli 800 metri del salotto di taormina, dove ci sono irregolari che fanno elemosine, allattano e vendono merce taroccata sotto gli occhi di tutti, e anche quando avviene un blitz per fermarli poi la legge dopo 24 li rimette sulle stesse vie a svolgere la medesima attività non lecita. Qui si rischia un grave danno all’immagine e al turismo ma c’è in primis una questione di sicurezza. Le persone che arrivano a Taormina, i turisti che giungono a Taormina da ogni parte del mondo, di tutto hanno bisogno tranne che del rischio di trovarsi col rischio di possibili attentati che scaturiscono troppo spesso dall’allargamento di maglie, dove si alimenta il terrorismo internazionale».

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