I posti di blocco nei giorni del G7 a Taormina
I posti di blocco nei giorni del G7 a Taormina

«Taormina come Tel Aviv. Cosa hanno in comune queste 2 splendide località? Sino a qualche tempo fa, il mare, le colline da Wikipedia Tel Aviv-Yafo (in ebraico: תל אביב-יפו , letteralmente “collina della primavera”), il turismo, e da qualche settimana anche i militari». Lo afferma in una nota il tour operator ed esperto di turismo Nicola Salerno che non fa mistero della sua preoccupazione sui riflessi negativi che potrebbe determinare, a suo dire, sul piano turistico “la militarizzazione del territorio per alzare i livelli di sicurezza”.

Sicurezza con discrezione. «Notizie di questi giorni – spiega Salerno – riferiscono che per ragioni di sicurezza i militari resteranno in pianta stabile a Taormina a presidiare il Corso Umberto. Porta Messina e Porta Catania saranno chiuse con dissuasori, barriere new jersey e transenne per paura di attentati. La causa di tutto questo è da addebitare all’appena trascorso G7, in quanto come sede del G7, la nostra città, potrebbe essere un potenziale obiettivo sensibile del terrorismo. Ma stiamo scherzando? Come facciamo il G7 per avere maggiore visibilità, ed invece scopriamo di essere un bersaglio terroristico, maggiore in quanto paese ospitante dell’evento. Il turista deve percepire una città sicura, con discrezione. Una sicurezza assolta da poliziotti di quartiere possibilmente in divisa estiva e che girano sul Corso Umberto su Hoverboards elettrici, ma una sicurezza lasciata ai militari inquieta. Il militare di per sé porta ad immaginare scenari diversi, e questo in una città turistica non andrebbe sottovalutato».

Effetto traumatico. «L’ospite in vacanza – prosegue Salerno – vuole essere spensierato, sentirsi sicuro, ma non dover rivivere ogni giorno l’immagine di essere una potenziale vittima di attentati. Bisogna prestare la massima attenzione a dare informazioni di questa intensità, in quanto questo tipo di notizie possono rivelarsi come un micidiale effetto boomerang. Nel turista questo potrebbe avere un effetto traumatico, e non mi sorprenderebbe, continuando a parlarne, se nelle prossime settimane dovessimo ricevere delle cancellazioni. Questo messaggio vuole soltanto essere una riflessione, e far notare sia agli organi preposti alla sicurezza, sia alla comunicazione, le criticità derivanti da notizie controproducenti al nostro territorio. Noi siamo una città turistica, e non possiamo assolutamente dimenticare la sua naturale vocazione. Le telecamere sono un ottimo deterrente per i malintenzionati, e non sono invasive, quindi le facessero funzionare ed eventualmente anche incrementarne il numero. Una Ztl limita i veicoli, aumenta la sicurezza ed anche questo è un modo non invasivo».

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