Piscina comunale di Taormina
Piscina comunale di Taormina

È ormai braccio di ferro nelle aule di tribunale tra il Comune di Taormina ed il Corpo Volontario di Soccorso in Mare. La contesa è quella che riguarda la piscina, con l’ente locale che ritiene scaduto il 9 marzo scorso il contratto con l’ente gestore e quest’ultimo che non intende lasciare l’impianto di contrada Bongiovanni e ritiene che l’accordo sia valido sino al 2026. Adesso la casa municipale ha portato il Cvsm al Tar di Catania con un ricorso – del quale si attende l’udienza – per ottenere il rilascio dei locali, ma il Cvsm non molla e si dichiara intenzionato a dare battaglia in varie sedi. «La discussione – spiega il presidente del Cvsm, Giuseppe Sperlinga – è al Tar di Catania, dove il Comune sostiene che non sia più valido quel contratto e si parla pure di una condizione di tacito rinnovo, che non esiste perché concerne solo quei contratti giunti a una conclusione, mentre noi abbiamo un contratto sino al 2026. Per altro esiste una direttiva europea che afferma con chiarezza come non sia nemmeno pensabile, quindi non solo non fattibile ma neppure immaginabile quanto sostiene il Comune, che si tratterebbe cioè ancora di un 9+9: quel contratto è stato reso dal Comune un contratto di 18 anni. Loro chiedono, addirittura, al Tar di valutare l’opportunità di nominare un commissario ad acta per riappropriarsi dei locali della piscina».

Scontro anche sulle utenze. «Sostengono che le utenze tocca pagarle noi – continua Alessandro Gaglio, portavoce del Cvsm e presidente della squadra di nuoto Mayday Taormina – e prima ancora delle sentenze dei tribunali il Comune ci ha condannato a morte. I contatori dell’acqua sono stati portati via, hanno messo i sigilli al gas e così hanno reso impossibile proseguire le attività in piscina. Il Comune ha commesso azioni di violenza inaudita nei nostri confronti. Abbiamo subito dei fatti incredibili. Sono persino saltate le tubazioni e abbiamo pulito le vasche nonostante la chiusura che ci è stata imposta. Ci è stato detto di fare la voltura o che ci toglieranno le utenze. La nostra squadra di nuoto contava sulla presenza di 30 giovani atleti ma ha dovuto rinunciare a 10 di loro, a seguito della chiusura della piscina di Taormina, perché i genitori erano costretti ad andare a Giarre, Catania e Nizza per fare allenare i bambini. Ciò nonostante abbiamo conquistato 12 medaglie ai campionati regionali di nuoto, con 6 atleti finalisti che hanno portato 3 medaglie di oro, 1 vicecampione regionale e 7 medaglie di bronzo. Vogliamo difendere tutto questo impegni e, oltre al giudizio pendente al Tar, ci sono altri aspetti della vicenda della piscina che, ad ogni modo, stanno procedendo il loro corso presso il Tribunale Civile di Messina».

© Riproduzione Riservata

Commenti