L'ex vicesindaco Mario D'Agostino (Pdr-Sicilia Futura)
L'ex vicesindaco Mario D'Agostino (Pdr-Sicilia Futura)

«Intervengo con la speranza di contribuire a chiarire una situazione che, probabilmente per suoi i contorni confusi, è andata ben oltre lo stato di gossip, e per la solerzia di alcuni è stata “montata” oltre il dovuto». Lo afferma l’ex vicesindaco Mario D’Agostino che in una nota si sofferma sulla querelle sempre più spinosa delle mostre di Palazzo Corvaja. «Vista la curiosità quasi morbosa inerente la questione delle mostre, ma anche per delle specificazioni troppo “col contagocce” da parte di questa Amministrazione, in aggiunta a dichiarazioni rilasciate spesso a ruota libera – scrive D’Agostino -, proverò direttamente io a fare maggiore chiarezza. Il protocollo d’intesa a più riprese sbandierato dai media tra Comune e Beni Culturali Srl, altro non è che una bozza di convenzione, ad uso interno, propedeutico ad una delibera di Giunta che avrebbe dovuto portare avanti il sottoscritto assieme alla amministrazione tutta. Il documento originale ha come termini di riferimento il periodo 1 marzo – 25 giugno, ma in realtà non c’è mai stato accordo tra le parti sulle date, come si evince dalle varie lettere inviate unilateralmente dalla Beni Culturali Srl (ad esempio 24 marzo – 24 luglio; poi 1 aprile – 31 luglio; ancora, 8 luglio – 8 agosto), poiché la stessa ha sempre cercato di spostare in avanti l’asticella di fine mostra. Che sia una bozza è già stato a più riprese sottolineato: ritocchi a penna, assenza di timbri, assenza di numero di protocollo, assenza di firma del dirigente, etc etc… Successivamente è stata esitata regolarmente la delibera di giunta che ha concesso il Palazzo Corvaja per una nuova mostra, la Van Gogh Multimedia Experience, promossa dalla Bicubo srl a partire dall’11 giugno, dunque per la amministrazione è diventato un punto fermo la data ultima dell’8 giugno».

Le date delle mostre. «Non vi era alcuna sovrapposizione di date – continua D’Agostino -, poiché nessun atto formale era stato ancora esitato a favore di Beni Culturali Srl, diversamente che con la Bicubo Srl: infatti, la delibera di giunta preparata da tempo, consegnata alla Segretaria e mai portata in giunta prevedeva una concessione dal 14 marzo all’8 giugno alla Beni Culturali Srl; non è mai stata formalizzata per le forti resistenze della stessa società a concludere entro le date indicate, anche perché il progetto nel tempo era obiettivamente diventato più articolato, ed esisteva il rischio concreto di mandare a monte tutto il percorso culturale durante il periodo del G7».

Il ruolo della Regione. «Quello che ci ha spiazzato però – conclude l’ex vicesindaco – è stato il protocollo d’intesa che la Regione ha fatto con quest’ultimo privato, quasi “legittimandolo” a stare oltre il periodo fine mostra da tempo noto; nonostante la nostra richiesta al Dipartimento Beni Culturali Srl di stabilire un protocollo d’intesa con il Comune, e dunque in maniera del tutto indipendente da chi fosse in atto presente al Palazzo Corvaja, la Regione lega il destino del prestito delle sue opere d’arte alla Beni Culturali Srl, senza nemmeno verificare l’esistenza di una regolare concessione o meno. Il Comune, che non figura all’interno di un protocollo tra le parti, si è limitato a dare l’assenso per l’allestimento della mostra».

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