L'ex vicesindaco Mario D'Agostino
L'ex vicesindaco Mario D'Agostino (Pdr-Sicilia Futura)

Si va verso la resa (politica) dei conti tra il sindaco Eligio Giardina e l’ex vicesindaco Mario D’Agostino, al quale il Pdr-Sicilia Futura, gruppo politico di cui è responsabile per la zona ionica, ha affidato il ruolo di fare da portavoce nelle consultazioni per la nomina del nuovo assessore. Ma, di fatto, D’Agostino incontrerà Giardina non soltanto per valutare chi lo dovrà sostituire (e in pole position ci sarebbe l’attuale presidente del Consorzio Rete Fognante, Andrea Raneri) ma soprattutto per un chiarimento sui recenti fatti politici che hanno incrinato i rapporti tra i due. D’Agostino si è dimesso lunedì scorso nelle ore in cui ha iniziato a raggiungere il picco massimo la diatriba rovente scatenatasi su Palazzo Corvaja, con due mostre concesse nello stesso periodo e nello stesso spazio a due società diverse, e in quel momento Giardina ha precisato che su quella vicenda aveva “demandato tutto al vicesindaco” a causa di “altri impegni” tra i quali in particolare il G7. Giardina aveva poi accolto le dimissioni di D’Agostino con un laconico: “Avrà avuto i suoi buoni motivi”.

Il patto della discordia. A questo punto il confronto tra i due dovrà chiarire, prima di ogni cosa, i rispettivi obiettivi politici. Giardina ha già annunciato che si ricandiderà a sindaco. D’Agostino non ha rinunciato al suo proposito di candidarsi a sindaco e pensa ad un periodo di “riposo” per poi rilanciare la sua corsa alla sindacatura. Andrà chiarito, prima di tutto, se davvero esisteva un patto politico secondo il quale D’Agostino attendeva un passo indietro di Giardina in vista delle Comunali 2018, con questo ultimo che in precedenza si sarebbe impegnato con l’ormai ex vicesindaco per sostenerne la candidatura tra un anno. Lo scenario sarebbe stato quello inverso al 2013 quando D’Agostino ritirò la sua nomination, che era stata già annunciata in una convention all’Hotel Diodoro dagli on. D’Alia e Ardizzone, per sostenere la candidatura di Giardina. A suggellare quell’accordo ci sarebbe stata la promessa, la stretta di mano o l’impegno di scambiarsi i ruoli nel 2018. Al sindaco si rimprovererebbe, in buona sostanza, di aver “tradito” gli accordi e adesso c’è uno strappo difficile da ricucire. Oltre le possibili (o probabili) smentite di rito c’è di più e le Amministrative che incombono sembrano una ineludibile cartina di tornasole per rivelare quel che sarà e quel che è stato.

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