Alfio Auteri
Alfio Auteri

Alfio Auteri ha rassegnato le dimissioni dalla presidenza della Fondazione Mazzullo. L’addio all’ente culturale che ha sede al Palazzo dei Duchi di Santo Stefano risale a prima del G7 ma la notizia è emersa soltanto adesso. «Non ho dato alcuna comunicazione perché la Città si apprestava a vivere un momento molto importante – spiega Auteri – e ho preferito che non si strumentalizzasse questa mia scelta».

Addio silenzioso. La lettera di dimissioni è stata, dunque, firmata e consegnata nei giorni scorsi al sindaco Eligio Giardina, che ieri ha ammesso: «Si, è vero, Auteri si è dimesso, quanto prima decideremo il futuro della Fondazione e indicheremo il nuovo presidente». «Siamo arrivati al limite delle possibilità di gestione del Palazzo Duchi di Santo Stefano – spiega Auteri – e il mio è stato un atto dovuto. Me ne vado senza fare polemiche, in silenzio ma con l’orgoglio di aver lavorato in modo onesto e con risultati anche importanti, insieme al Cda per la Fondazione Mazzullo, che oggi ha una dimensione di tutto rispetto nella vita culturale della città. Mi sono trovato a dover operare senza neppure l’assicurazione e con delle spese essenziali da affrontare per fare il definitivo salto di qualità a fronte delle quali non ci veniva erogato nessun contributo dal Comune».

Bilancio di 4 anni. «Abbiamo avuto soltanto all’inizio della legislatura un contributo dal Comune – continua l’ormai ex presidente della Fondazione Mazzullo – ma per il resto abbiamo sempre camminato con le nostre gambe, con grande impegno. Abbiamo fatto installare un impianto di allarme, la videosorveglianza, abbiamo acquistato attrezzature per convegni e mostre, microfoni e videoproiettore, incorniciato fatto installare dei vetri antiriflesso e abbiamo riordinato e posizionato con cura le opere di Mazzullo che in precedenza erano sparse per il palazzo. Abbiamo ricostruito i rapporti con gli espositori e abbiamo avuto nostro ospite Vittorio Sgarbi, esponenti di rilievo del mondo della cultura ed eventi come il convegno di Numismatica sulla monetazione antica di Taormina di cui si è parlato in tutto il mondo».

Dimissioni inevitabili. «Purtroppo però – afferma Auteri – non si riesce a compiere l’ultimo passo che occorre per fare finalmente quel definitivo salto di qualità. È inutile andare avanti, non ci sono le condizioni, non voglio fare nessuna polemica e d’altronde non è mai stato nel mio stile. Sono deluso, amareggiato ma orgoglioso di quello che insieme al Cda siamo riusciti a realizzare. Di più non era possibile fare».

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