Elipista di Contrada Bongiovanni
Elipista di Contrada Bongiovanni

Appare sempre più incerto il futuro delle due elipiste provvisorie realizzate in occasione del recente G7 del 26 e 27 maggio scorso, con i lavori eseguiti in tempo record dall’Aeronautica Militare. Nella settimana appena trascorsa è iniziata una interlocuzione tra il Comune di Taormina e i privati che detengono la titolarità dei terreni di contrada Piano Porto, per provare a trovare un’intesa sulla destinazione futura dell’area. Nel corso di un incontro tra il legale della proprietà e l’Amministrazione comunale si è data in particolare disponibilità a quest’ultima per poter arrivare ad un’intesa che consenta la conferma futura in zona di un’elipista. In ogni caso il sindaco Eligio Giardina ha precisato che «in attesa di una soluzione definitiva si dovrà procedere in ogni caso allo smontaggio e si potrà poi ripristinare il tutto in un secondo momento senza costi onerosi». Adesso bisognerà individuare i termini nei quali si potrebbe arrivare ad una intesa tra il Comune e il privato. La proprietà dei terreni di Piano Porto (dove intanto la pista è stata praticamente smontata) potrebbe anche proporre la previsione di un complesso ricettivo nella zona circostante l’attuale elipista. Una soluzione della quale si era parlato già negli Anni Ottanta e che non è mai decollata, e non sarebbe invece da escludere che possano esserci adesso i presupposti. Diverso il discorso per l’elipista di contrada Bongiovanni, accanto alla piscina comunale, che il Comune vorrebbe mantenere in funzione e che intanto sta proseguendo la propria attività per le emergenze sanitarie: «È l’elipista comunale, faremo un affidamento provvisorio e poi un bando pubblico», ha anticipato Giardina.

La posizione delle Belle Arti. Sulle due elipiste c’è però l’occhio vigile della Soprintendenza di Messina, che per adesso ha dato il placet solo in funzione del recente G7 e che non pare intenzionata a confermare tale disponibilità per l’immediato futuro. «Il parere reso in conferenza dei servizi per entrambi gli impianti è condizionato alla reversibilità al 30 giugno», ha evidenziato il soprintendente, architetto Orazio Micali, che ha anche precisato: «I pareri resi in conferenza dei servizi sono stati formulati in via definitiva». La Soprintendenza lancia, insomma, un monito molto chiaro e auspica che non ci siano forzature da parte del Comune. Gli ufficia di Viale Boccetta ritengono prioritaria la protezione ambientale ed architettonica dei beni culturali compresi nello spazio aereo che interessa l’attuale elipista della piscina. Non distante da quella zona si trova, infatti, il Teatro Antico, senza dimenticare pure la Domus San Pancrazio di recente oggetto di una importante campagna di scavi che ne ha riportato alla luce tutta l’antica bellezza. «Le elipiste devono essere smontate entro e non oltre il 30 giugno. Qualsiasi ipotesi potrà essere presa in esame solo in una fase successiva e comunque soltanto dopo l’ottemperanza al parere reso». Questa è la linea delle Belle Arti, e con la quale dovrà fare i conti Palazzo dei Giurati, tenendo anche conto che intanto bisognerà vedere quali valutazioni farà la Regione sempre sull’elipista di contrada Bongiovanni. Il Comune punta ad ottenere il placet, c’è da vedere se il via libera arriverà o meno.

Scenario da decifrare. Le prossime settimane saranno cruciali per determinare uno scenario che viene seguito con attenzione anche dagli operatori economici, con gli albergatori che ritengono debba essere quella di Piano Porto l’elipista per la città e che lamentano la rumorosità di quella su terreni comunali di contrada Bongiovanni. Una preoccupazione che è anche quella dei residenti della zona. La situazione potrebbe essere più agevole per l’elipista di Piano Porto ma c’è, come detto, da trovare un punto di incontro con la proprietà dei terreni, interessata a valorizzare un’area che è stata riqualificata in occasione del vertice dei sette grandi dopo decenni di abbandono e degrado. In questo contesto è stata anche sistemata la strada di accesso al piazzale di Piano Porto, dove sino a poche settimane fa c’era una frana che rendeva complicata il transito veicolare. Poi l’arrivo in elicottero di Donald Trump ha cambiato il destino di Piano Porto, ora più che mai prossimo ad un vero e proprio bivio.

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