La sand artist siciliana Stefania Bruno Foto di Vincenzo Bruno
La sand artist siciliana Stefania Bruno Foto di Vincenzo Bruno

Muovendo le mani su un tavolo retroilluminato, racconta storie creando immagini, personaggi e mondi di sabbia. Stefania Bruno, sand artist siciliana, sarà tra i protagonisti che, domenica 11 giugno alle 22, inaugureranno la mostra “Van Gogh Multimedia Experience”, allestita a Palazzo Corvaja dall’11 giugno al 17 settembre. Un viaggio multimediale nella vita e nelle opere dell’artista olandese che prenderà il via con la serata inaugurale dedicato alla “Notte stellata”, celebre dipinto del 1889 raffigurante il cielo notturno di Saint Remy de Provence. Tra luci e suggestive proiezioni sulle facciate dell’antico palazzo che ospita la mostra l’attore Sebastiano Lo Monaco leggerà alcuni brani delle toccanti lettere che Vincent scrisse al fratello Theo, con sottofondo musicale live all’arpa celtica di Rosellina Guzzo mentre la sand artist Stefania Bruno, sulle note di “Vincent”, celebre brano dedicato all’artista, ricreerà con la sabbia la storia del grande pittore olandese.

La sand art di Stefania Bruno. Sabbia, luce, musica e la sua straordinaria creatività. Con le mani, la sand artist di origine ennese, riesce a modellare i granelli di sabbia, a scomporli e a ricomporli in forme sempre nuove. E da qui nascono storie che riescono a far sorridere, riflettere, emozionare. Il talento di Stefania Bruno è una questione di famiglia. «L’arte per me è una necessità – racconta Stefania Bruno – è la dimensione attraverso la quale vivo, prego, comunico. Da bambina disegnare, colorare, dipingere oltre che un gioco era una esigenza. Poi all’età di 17 anni mio nonno, che era un sarto pittore, prima di morire mi ha lasciato in regalo la sua scatola con pennelli e colori e quel giorno stesso ho realizzato il mio primo quadro senza più fermarmi». Inizia così la carriera artistica di Stefania Bruno che l’ha portata in giro per la Sicilia e l’Italia ad esporre i suoi quadri vincendo tantissimi premi e concorsi. «Da autodidatta, anche se con molti sacrifici, rinunce e duro allenamento – continua l’artista ennese – sono riuscita a fare del mio gioco preferito quello che gli altri chiamano lavoro».

Come mai ha scelto i granelli di sabbia per dar forma alla sua arte?
«Anche modellare la sabbia fa parte del bagaglio ludico che mi sono portata dietro da bambina. Mi sono avvicinata alla sand art un po’ per gioco e un po’ per sfida. Io ero attratta da quest’arte relativamente nuova ma non avevo mai provato a realizzare dei quadri con la sabbia finché un mio amico mi sfidò dicendomi che non ci sarei mai riuscita. Adesso io porto la sand art in giro per l’Italia e lui è il mio più accanito sostenitore».

Dalla pittura alla sand art: un percorso che l’ha portata anche a partecipare a un talent show?
«Sono due linguaggi diversi che mi hanno dato tanto. Ho realizzato quadri, trompe l’oeil, murales partecipando a diverse esposizioni e vincendo numerosi concorsi. “Tu si que vales” è stata un’esperienza unica che mi ha aperto numerose porte. In soli due minuti ho raccontato la storia mia e di mio nonno, l’esibizione è stata vista a oltre sei milioni di telespettatori e questo mi ha permesso di farmi conoscere a livello nazionale. Subito dopo la puntata Rudy Zerbi mi ha chiamato per partecipare al Capodanno di Riccione con Radio Dj e tante sono state le redazioni che mi hanno voluto nei loro programmi. Due settimane fa ho partecipato alla trasmissione televisiva di Rai Uno “Ballando con le Stelle” condotta da Milly Carlucci. Sono stata abbinata alla coppia di ballerini vincitrice della finale, l’atleta paralimpico Oney Tapia e la ballerina Veera Kinnunnen, e durante la loro esibizione ho raccontato la storia di Oney che ha perso la vista in un incidente. Sono stata contattata dalla Questura di Palermo per illustrare la storia di Falcone e Borsellino in occasione dello speciale condotto da Fabio Fazio. E adesso sono in partenza per Milano per partecipare al Forum della comunicazione».

Fiabe, biografie, temi sociali. Nelle sue performance ha rappresentato un vasto repertorio. Cosa riserverà ai visitatori durante la serata inaugurale della mostra “Van Gogh Multimedia Experience” di Taormina?
«Non sveliamo molto per non rovinare l’effetto sorpresa. Sicuramente tratterò i temi cari a Van Gogh: i girasoli, le stelle, i paesaggi e ovviamente non potrà mancare l’autoritratto. Farò un breve viaggio virtuale intorno alla figura di Van Gogh. Mio fratello Vincenzo Bruno sarà la voce narrante ed è insieme a lui, ormai diventato il mio braccio destro, che riesco a cucire lo spettacolo in maniera personalizzata ed emozionante. Un elemento fondamentale della performance è la musica, senza o con la musica sbagliata non riesco a disegnare e ad esprimermi. Io definisco la sand art una danza delle mani».

La tecnica del disegno con la sabbia richiama un po’ la tecnica pittorica post impressionista di Van Gogh?
«Non ci avevo pensato, ma per come sono vorticose le pennellate di Van Gogh si può rintracciare un certo parallelismo. Van Gogh era molto pastoso e materico nel colore, un po’ come risulta la sabbia. Queste sono affinità che mi lusingano solo per il grande genio che è stato Van Gogh».

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