Il sindaco di Taormina Eligio Giardina
Il sindaco di Taormina Eligio Giardina

«Sono dispiaciuto per questa scelta di D’Agostino. Avrà avuto i suoi buoni motivi che francamente al momento non riesco a comprendere: spero di poterli comprendere in futuro». È il laconico commento con cui il sindaco Eligio Giardina ha accolto e quindi commentato le dimissioni del vicesindaco Mario D’Agostino, che nella mattinata di lunedì ha rassegnato le sue dimissioni dall’Esecutivo parlando «esperienza politica arrivata al capolinea». Giardina non è parso, insomma, particolarmente preoccupato di possibili scossoni politici in vista dell’ultimo anno di legislatura ad un anno ormai dal ritorno alle urne.

Divorzio già nell’aria. Il divorzio tra Giardina e D’Agostino era nell’aria da qualche giorno e la data che pare aver segnato il punto di non ritorno, anzi quello di rottura, è quella di lunedì 29 maggio, quando l’attuale sindaco ha annunciato la sua ricandidatura alle Amministrative 2018. Sino a qualche tempo fa si era spesso parlato negli ambienti politici di un “patto tacito” tra il sindaco e il suo vice, per le elezioni della prossima primavera con il passo indietro di Giardina a vantaggio e supporto del proprio vicesindaco, che a sua volta nel 2008 aveva rinunciato alla candidatura per lasciare spazio all’attuale primo cittadino. E invece, corroborato anche dal recente G7, Giardina ha rotto gli indugi e annunciato che si ricandiderà alla prima poltrona di Palazzo dei Giurati. Ora l’addio di D’Agostino che ha parlato di una scelta che «si compone di una componente personale e di una politica». Di certo D’Agostino non avrà gradito l’uscita allo scoperto di Giardina, lanciatosi nella corsa alla conferma della sindacatura e probabilmente nemmeno le parole del sindaco sulle polemiche per la mostra a Palazzo Corvaja («Non me ne sono occupato io, avevo altri impegni (il G7) e ho demandato tutto al vicesindaco»).

I due scenari. E adesso chi sarà il sostituto di D’Agostino in Giunta? Più che il nome sarà interessante comprendere la logica politica che applicherà il sindaco nella sua scelta. Da vedere se, insomma, si tratterà di un nome che verrà indicato dallo stesso D’Agostino o se invece si arriverà all’indicazione di un nome che sarà espressione diretta del sindaco. Giardina potrebbe cercare di mettere in Giunta qualcuno in grado di allargare il fronte politico a suo sostegno in vista del 2018, mentre inserendo un nome di fiducia del vicesindaco uscente terrebbe in linea di galleggiamento i rapporti politici magari per una ricucitura dello strappo politico ma rischierebbe, al contempo, di trovarsi dentro l’Esecutivo un assessore che non lavorerebbe per la sua ricandidatura. Difficilmente si prevedono scossoni in Consiglio comunale, dove le posizioni dei vari Antonio Lo Monaco, Salvo Brocato e Salvo Abbate non si discosteranno dal sostegno al sindaco.

Il toto-assessore. I rumors di queste ore lanciano le prime ipotesi sul toto-assessore e D’Agostino avrebbe pensato per la sua sostituzione ad Alfio Auteri, presidente della Fondazione Mazzullo e da sempre vicino politicamente dapprima all’allora sindaco Carmelantonio D’Agostino e poi al figlio Mario. Giardina, tuttavia, avrebbe altre idee. Altra voce che si fa è quella di un ingresso in Giunta di Andrea Raneri, attuale presidente del Consorzio Rete Fognante ed esponente del gruppo politico “piccioliano”. Resta da capire chi entrerà in Giunta ma anche chi sarà poi il vicesindaco: chi subentra avrà ancora la vicesindacatura o soltanto l’assessorato? Il dilemma è aperto.

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