Ernesto Fichera, presidente dell'Associazione Guide Turistiche Provincia di Messina
Ernesto Fichera, presidente dell'Associazione Guide Turistiche Provincia di Messina

Continua a far discutere la questione del possibile arrivo di migranti a Taormina e a tal riguardo si sofferma in una nota il presidente dell’Associazione Guide Turistiche della Provincia di Messina, Ernesto Fichera, che esprime la propria contrarietà all’ipotesi di destinazione nella Perla dello Ionio di un gruppo di cittadini extracomunitari.

Il dopo G7. «Sono venuto a conoscenza – afferma Fichera – con mia grande apprensione che Sua Eccellenza, il Prefetto di Messina Francesca Ferrandino, avrebbe preso contatto con il sindaco di Taormina per inviare in città una quarantina (i numeri sono da verificare) di migranti. Al contempo lo stesso Primo Cittadino Eligio Giardina ha dichiarato di voler insignire il medesimo Prefetto, il Questore Cucchiara ed il Ministro plenipotenziario Modiano della cittadinanza onoraria per l’eccellente lavoro svolto in occasione del vertice internazionale G7. Senza nulla voler togliere proprio all’eccellente lavoro svolto da loro, credo che un grande plauso vada all’Aeronautica Militare e ai Vigili del Fuoco che hanno sopperito in pochissimo tempo alle manchevolezze di anni di “fallimentare gestione ordinaria” e di lavori che dovevano essere effettuati con una tempistica e con una accuratezza diverse: è ovvio che in pochi giorni non si possono risollevare le sorti di una Città lasciata all’abbandono e al suo destino da anni di lassismo. Mi si risponderà che non vi erano i fondi: questo è vero in parte, ma non del tutto, poiché Taormina ogni anno incassa dalla tassa di soggiorno una cifra superiore al milione e mezzo di Euro, somme che anziché essere destinate a questo scopo vengono utilizzati per ripianare i debiti creati da decenni di amministrazione forsennata».

L’inerzia del Comune. «Per altri tipi di interventi invece – continua Fichera – non mancano i fondi ma la volontà politica, come ad esempio per il Casteltauro ove sono state spese somme ingenti per i lavori di restauro, effettuati anche con l’ausilio di un elicottero e poi non si riescono a trovare poche decine di migliaia di Euro per mettere in sicurezza la scalinata di accesso e realizzare dei servizi igienici degni di questo nome. Proviamo in modo obbiettivo ad analizzare i fatti: l’ex Presidente del Consiglio dei Ministri Matteo Renzi, in visita a Taormina circa un anno fa, aveva manifestato l’intenzione di voler organizzare il G7 a Taormina e di questo gliene siamo tutti grati. Sappiamo tutti bene cosa accadde successivamente: Renzi perse il referendum e si dimise dando origine al governo Gentiloni che di fatto nulla altro è che un remake del precedente poiché buona parte dei Ministri facevano parte della squadra di governo di Renzi. Pertanto era noto che il G7 si doveva svolgere a Taormina e allora mi chiedo perché si è perso tanto tempo senza fare nulla, costringendo poi i militari “a metterci una pezza” in una corsa contro il tempo? E l’Amministrazione locale nel frattempo cosa faceva? Ovviamente nulla poiché si sosteneva che non vi fossero le risorse. È assurdo però pensare che tutto debba essere finanziato dal Governo nazionale e che l’Amministrazione cittadina non sia capace di reperire il denaro per l’ordinaria gestione e manutenzione nonostante gli ingenti flussi di cassa che vi sono in una Città come Taormina. Ma questo Renzi lo aveva detto a chiare lettere: finanzieremo solo i lavori e le opere strettamente connesse al vertice! Il Sindaco Giardina che è pronto a candidarsi per un secondo mandato ha dichiarato che lascerà in eredità alla Città quindici milioni di Euro di opere, ma è davvero così? Anche qui le cose non stanno proprio nei termini dichiarati! Le strade sono state asfaltate in maniera approssimativa e i risultati erano e sono già sotto gli occhi di tutti: vi lascio immaginare cosa avverrà con il primo scroscio d’acqua dato che tutti i tombini sono stati saldati per motivi di sicurezza. Il palazzo dei congressi nonostante i tanti lavori effettuati non godeva e non gode tuttora di un’agibilità definitiva: a quanto pare si pensa di completare i lavori entro il 25 novembre, data in cui si dovrebbe tenere a Taormina un ulteriore vertice dedicato alle “pari opportunità”. Staremo a vedere».

L’eredità del vertice. «La villa comunale nonostante gli ingenti lavori effettuati dall’assessorato regionale all’agricoltura, volti a ripristinare lo stato dei luoghi interessato dallo smottamento e alla sistemazione delle aiuole, ancora grida vendetta poiché i celeberrimi “Beehive” voluti dalla nobildonna inglese Florence Trevelyan restano a rischio di crollo. La maggior parte degli alberelli fortemente voluti per il G7 dal Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri Maria Elena, nonostante rassicurazioni circa la permanenza manifestate sugli organi di stampa “dall’assessore al ramo” sono praticamente stati quasi tutti rimossi dalla ditta proprietaria. I lavori effettuati egregiamente dai vigili del fuoco al Teatro Antico hanno sopperito ad anni di incuria e alla cronica mancanza di servizi igienici adeguati ai flussi che il monumento giornalmente sopporta: ma dico i milioni di Euro che annualmente vengono incassati non dovrebbero forse servire anche a questo?Affrontiamo poi una questione che definire “spinosa” sembra quasi un eufemismo: gli eliporti. Che Taormina dovesse dotarsi degli eliporti turistici lo vado dicendo da anni, ma quelli realizzati negli ultimi tempi con costi esorbitanti sono sbagliati per logistica e vie d’accesso. Quello realizzato in contrada Bongiovanni, nei pressi della piscina comunale, ha privato i ragazzi di Taormina di uno dei pochi potenziali spazi a loro dedicati, abbattendo anche alberi secolari e senza tenere conto del fatto che normalmente lì vi è la funivia in esercizio e non bisogna essere degli esperti di aeronautica per osservare che funi e piloni sono i primi nemici della sicurezza del volo. Senza contare poi i disagi causati a residenti e turisti degli alberghi dai decolli e atterraggi in un’area densamente popolata. Diversa è la situazione del pianoro di contrada Piano porto che invece è perfettamente adatta allo scopo, tant’è che veniva già utilizzata dai tedeschi durante la seconda guerra mondiale quale avio-superficie per le “cicogne” e che con poche modifiche potrebbe essere utilizzata non solo per gli elicotteri ma anche per gli ultraleggeri e gli “executive jet” che riescono ad atterrare e decollare con piste di circa 1000 metri. Qui purtroppo la situazione è diversa, poiché l’area è di proprietà privata e dato che non è stata espropriata ma semplicemente requisita si rischia che a meno che non si trovi un accordo con i proprietari si debba “smontare tutto” e pagare i danni causati dai lavori. Il Comune non ha i fondi per procedere ad un esproprio poiché siamo sull’orlo del dissesto finanziario nonostante ciò che l’amministrazione faccia trasparire e pertanto secondo voi chi pagherà? Come al solito Paperino. E secondo voi di tutto questo ci sarebbe da rallegrarsi? Volendo invece realizzare un’elisuperficie definitiva essa andava creata nei pressi del presidio ospedaliero “San Vincenzo” di contrada Sirina ove sarebbe stato utilizzato successivamente per l’elisoccorso che come ben sappiamo è di grande utilità per sopperire alla mancanza di alcuni reparti in primis la Neurochirurgia dato anche l’enorme bacino di utenza, che soprattutto nei mesi estivi, la struttura é costretta a sopportare con la grande abnegazione del personale medico e sanitario ivi operante. Di tutto questo secondo voi c’è da rallegrarsi? Credo proprio di no!».

Il paradosso degli sbarchi. «Se un ringraziamento va fatto esso va in primo luogo ai cittadini di Taormina che con grande abnegazione hanno accettato il fatto che le strade venissero interessate da lavori e quindi chiuse con decisioni calate dall’alto e presa dalla sera alla mattina senza una preventiva informazione e senza che esse fossero concordate con le attività imprenditoriali presenti sul territorio: a parte “alcuni eletti” la maggioranza delle attività presenti sul territorio comunale hanno pertanto subito un danno dal vertice organizzato nel bel mezzo della stagione turistica!In realtà fra il governo nazionale e Taormina vi è stato un “do ut des”: Taormina con le sue bellezze e con le professionalità presenti sul territorio è riuscita a sopperire all’inconcludenza del vertice, come non ha mancato di sottolineare la Cancelliera Merkel e ne ha ricavato in cambio una cassa di risonanza internazionale ove ribadire le sue unicità. Ecco perché in questo contesto bisogna dire “no ai migranti” ai rappresentanti del Governo, poiché Taormina in questo momento è in una delicata fase di ripresa economica dopo lo sconquasso causato dal G7 e gli operatori hanno bisogno di “rifarsi” e non possono permettersi nessun tipo di pubblicità che possa creare delle pregiudiziali in tal senso. Non si tratta di razzismo, anche perché a Taormina gli stranieri si sono da sempre perfettamente integrati e hanno contribuito a renderla famosa nel mondo intero, ma di semplici ragioni economiche contrapposte a “migranti economici”. Mi spieghino poi i rappresentanti del governo perché “per ragioni di sicurezza” durante i giorni del vertice è stato possibile fermare gli sbarchi e adesso non è più possibile farlo? Perché poi alcuni Paesi Europei attuano i respingimenti e l’Italia no? Non saranno per caso anche queste “ragioni economiche”…? Ma su un punto la Cancelleria tedesca Merkel e il Presidente americano Trump erano perfettamente d’accordo: ognuno si tenga i “propri migranti” indipendentemente dal “clima che tira”».

Rilancio del turismo. «Le cose – conclude Fichera – non nascono certamente per caso e senz’altro un lavoro egregio anche se defilato poiché condotto con stile e classe è stato portato avanti dall’assessore regionale al turismo Antony Barbagallo, che coadiuvato da Daniela Lo Cascio, Carla Buda e tutto lo staff ha posto le basi per un rilancio turistico dell’intera Regione. Le iniziative poste in essere sono tante ma per esigenza di brevità ne cito solo alcune: il Giro d’Italia di ciclismo, la capacità di rilanciare il Film Festival di Taormina nonostante le note beghe legali, il Premio di giornalismo collegato al G7. Ma un appello mi sento di lanciarglielo: assessore si adoperi affinché le scuole di ballo di Taormina tornino ad esibirsi sul palco del Teatro Antico come un tempo. Le assicuro che non hanno nulla da invidiare a corpi di ballo noti in tutto il pianeta e poi non dimentichiamoci mai che quel palcoscenico appartiene alla Sicilia, all’Italia, al mondo intero, ma in primis ai taorminesi».

© Riproduzione Riservata

Commenti