Gianni Casella
Gianni Casella

Si sono svolti domenica pomeriggio a Mirabello, nella Chiesa di S. Maria Assunta, i funerali per dare l’ultimo saluto al taorminese Gianni Casella, il ragazzo di 26 anni morto nel fine settimana in Molise a seguito di un tragico incidente stradale avvenuto nel pomeriggio di giovedì scorso. La giovane vita di Gianni è stata spezzata in modo assurdo è inaccettabile, la parabola terrena di un ragazzo pieno di sogni e passioni è arrivata prematuramente al suo epilogo giovedì durante una passeggiata in bicicletta in compagnia dello zio, una sgambata come tante altre che è finita come nessuno avrebbe mai potuto immaginare. La tragedia nei pressi del depuratore comunale: la caduta violenta e improvvisa, causata dall’impatto contro un’automobile che viaggiava verso Mirabello. Poi la corsa disperata all’ospedale Cardarelli e successivamente il trasferimento al Neuromed di Pozzilli. I medici hanno fatto di tutto per salvargli la vita, ma neppure l’operazione d’urgenza è servita a salvare questo giovane figlio di una stimata famiglia taorminese. Troppo grave l’emorragia cerebrale causata dall’urto con l’auto. Il 26enne non è riuscito a superare le ore critiche di ricovero nel reparto di Terapia intensiva e i medici ne hanno dovuto constatare la morte cerebrale, poi il decesso.

Riposerà a Taormina. La salma di Gianni verrà tumulata, a quanto pare, nella sua Taormina, amata terra dalla quale si era allontanato per compiere gli studi universitari presso l’Universita degli Studi in Molise. Si era trasferito nella zona di Campobasso dove viveva con la nonna e studiava ma era sempre rimasto legato col cuore e con i pensieri alla sua Sicilia. Gianni si era fatto ben volere pero’ anche in Molise dove si era ben inserito nel tessuto universitario e nella comunità del luogo in cui era andato ad abitare. Tornava spesso in Sicilia per andare a trovare nella Perla dello Ionio i suoi genitori che abitano lì e a loro raccontava di come si fosse inserito bene nel suo nuovo contesto abitativo in Molise.

La solidarietà di Mirabello. «È una tragedia per tutta la nostra comunità, soprattutto quando viene spezzata una vita così giovane», ha evidenziato Luciano Di Biase, il sindaco di Mirabello, il paese della madre di Gianni. Intanto potrebbe essere indagato per omicidio stradale il conducente della vettura che ha centrato la bicicletta del 26enne. Si tratta di un uomo originario della Campania ma che da anni abita a Mirabello, nel paese di circa 2 mila 100 abitanti in provincia di Campobasso.

Le indagini. I Carabinieri della zona stanno cercando di ricostruire quanto accaduto, nel tentativo di far luce sull’esatta dinamica del drammatico incidente che ha portato Gianni a finire in ospedale e a spegnersi poi dopo 48 ore di agonia Il giovane, stando a una prima ricostruzione, avrebbe perso l’equilibrio mentre era in sella alla bici lungo la strada in discesa che proviene da Mirabello e sarebbe finito contro un’auto che stava sopraggiungendo dalla parte opposta. Nella caduta il ragazzo ha riportato un politrauma, fra cui quello più grave alla testa. Il giovane ciclista è stato dapprima ricoverato al Cardarelli di Campobasso e la sera stessa trasferito al reparto di Rianimazione del Neuromed.

Già donatigli organi. A nulla è valso il disperato tentativo dei medici di strappare alla morte e salvare il povero Gianni. Si cercherà a questo punto di capire se la vettura contro la quale è finito Gianni avrebbe potuto evitare l’impatto con il mezzo a due ruote in quel punto della carreggiata, considerato abbastanza pericoloso. Potrebbe rivelarsi fondamentale la testimonianza dello zio di Gianni che era con lui in quella passeggiata in bicicletta poi rivelatasi mortale. Gli organi di Gianni sono stati donati e potranno dare almeno una speranza ad altre vite. Un ultimo gesto di grande amore dei genitori e della famiglia del giovane, attorno ai quali si stringono in modo sincero in queste ore tanti cittadini delle due comunità di Mirabello e di Taormina.

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