L'incontro tra Justin Trudeau e Franco Raccuja in Piazza IX Aprile a Taormina
L'incontro tra Justin Trudeau e Franco Raccuja in Piazza IX Aprile a Taormina

«Il presidente Justin Trudeau tornerà presto a Taormina. È innamoratissimo della nostra città». Lo racconta Franco Raccuja, l’ex assessore taorminese che a distanza di 34 anni dal loro primo incontro ha riabbracciato in occasione del G7 l’attuale Premier del Canada. Nel lontano 18 agosto del 1983, l’allora piccolo Justin era stato a Taormina con il papà Pierre Trudeau, che a quei tempi era il Primo Ministro del suo Paese e venne accolto proprio dall’allora assessore Raccuja insieme al sindaco del tempo, Nicola Garipoli. La storia ha avuto un déjà-vu, un secondo atto, la scorsa settimana, nel pomeriggio del 27 maggio a Taormina, quando al termine della conferenza stampa di chiusura del G7 Trudeau ha riincontrato Raccuja. Un abbraccio ancor più carico di significati perché Raccuja era rimasto fuori dalla zona rossa, a causa dei divieti di accesso al Corso Umberto per i non residenti in centro storico, e che solo in extremis ha ottenuto l’ok per andare incontro al Premier.

L’emozione dell’incontro. «È stato un momento eccezionale – spiega Raccuja -. Era un bambino quando l’ho conosciuto, ora è un uomo che non fa pesare agli altri la carica che ricopre, un pregio che d’altronde aveva anche suo padre. Justin è umile e intelligente come pochi altri. La mattinata del 27 maggio gli ho fatto pervenire in albergo un libro sulla Sicilia, lui aveva chiesto di me. Quando sono arrivato in piazza IX Aprile insieme a mia moglie Nora è stato un po’ il coronamento di un piccolo grande sogno. A febbraio Justin aveva risposto a una mia lettera e nell’andargli incontro adesso tenevo in mano quella sua lettera. Non appena Justin mi ha visto ci siamo abbracciati, gli ho consegnato la nostra foto del 1983 in cui c’era anche il padre, Pierre, e lui in quell’istante si è commosso. È una persona di grandi valori e merita tutto l’affetto che ha per lui il suo popolo».

Presto di nuovo nella Perla. «Per me Justin è un po’ come un figlio – conclude Raccuja -, l’ho conosciuto che era ancora bambino e l’ho rivisto adesso da uomo e Capo di Governo di grandi qualità politiche e umane. Justin mi ha detto che vuole tornare a Taormina e che lo farà presto, stavolta con la sua bellissima moglie Sophie. È molto legato a questa città, e in questa sua recente visita istituzionale per il G7 non a caso è stato l’ultimo dei sette leader a lasciare Taormina ed è andato poi ad Amatrice a fare quel bellissimo e nobile gesto di aver donato a nome del suo Paese 3 milioni di euro alle popolazioni vittime del terremoto».

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