Palazzo dei Giurati sede del Comune di Taormina
Palazzo dei Giurati sede del Comune di Taormina

«Stiamo procedendo per le vie legali nei confronti di Serit Sicilia. Ci sono 13 milioni di euro non riscossi inerenti le annualità passate ma 8 milioni di questi secondo loro non sono più esigibili». Lo ha dichiarato l’assessore al Bilancio Salvo Cilona, che nelle scorse ore ha convocato una riunione per fare il punto sulle finanze di Palazzo dei Giurati, alla quale hanno preso parte il segretario generale dell’ente locale, Rossana Carrubba, il dirigente degli Uffici Finanziari, Rosario Curcuruto e l’esperto per le Politiche finanziarie di Palazzo dei Giurati, il rag. Francesco Bruno. «Stiamo cercando in primis di chiudere e quindi sistemare al più presto il bilancio per portarlo in tempi stretti in Consiglio comunale – ha detto Cilona – e per altro sul previsionale 2017 i numeri sono soddisfacenti. Siamo fiduciosi sulla conclusione della legislatura (prevista tra un anno esatto) anche tenendo conto che più di un anno fa il Comune era stato dichiarato fallito dalla Corte dei Conti sezione regionale di Palermo. Ci stiamo comunque concentrando su alcune vicende sulle quali occorre fare chiarezza, una volta per tutte, come gli 8 milioni di euro che secondo Serit Sicilia non sono più esigibili. Vogliamo capire perchè non sono stati riscossi e stiamo per incaricare un noto avvocato per difendere la posizione del Comune in questa complessa vicenda».

Le bollette dell’acqua. E mentre si sta per avviare la contesa legale tra il Comune e l’agente per la riscossione, Cilona evidenzia anche ci sono al momento «ulteriori fronti da chiarire per le casse del Comune, come i 3 milioni e mezzo da riscuotere sulle bollette d’acqua». «Abbiamo allineato i conti con Imu e Ici – ha detto l’assessore – ma in questo contesto abbiamo scoperto ulteriori evasori e stiamo procedendo in modo deciso al tentativo di recupero delle somme». Negli anni, come si ricorderà, da circa 15 anni a questa parte si è determinato un buco nelle casse di Palazzo dei Giurati sulla riscossione delle bollette d’acqua che ha sfiorato i 10 milioni di euro, una cifra record se si considera che si tratta pur sempre di una località con poco meno di 11 mila abitanti e non di una metropoli».

I morosi dell’imposta turistica. Infine un’altra questione aperta è quella della tassa di soggiorno, che nel 2016 ha visto entrare nelle casse comunali 2 milioni e 100 mila euro ma che conteggia anche ulteriori 600 mila euro non versati nel forziere di Palazzo dei Giurati. A tal proposito Cilona ha reso noto che «250 mila euro sono stati recuperati, mentre sugli altri 350 mila euro verrà incaricato un legale dal Comune».

© Riproduzione Riservata

Commenti