G7 Taormina - Foto Fulvio Lo Giudice TaorminaToday ©2017
G7 Taormina - Foto Fulvio Lo Giudice TaorminaToday ©2017

Sembra già trascorso un secolo ma in fondo non è passata nemmeno una settimana. Il G7 di Taormina è ancora vivo nei pensieri e nelle parole della gente e l’espressione di maggiore impatto visivo di quell’irripetibile evento è stata l’invasione militare, un pezzo di storia della città che Taormina e la sua gente difficilmente dimenticheranno. Stiamo parlando dei 10 mila uomini dello Stato che hanno presidiato Taormina nei giorni del G7: 7 mila tra Polizia, Carabinieri e Guardia di Finanza, 3 mila unità tra Esercito, Aeronautica e Marina, e poi anche i Vigili del Fuoco. La capitale del turismo siciliano trasformata nel set della grande guerra che poi, per fortuna, è stata un’esperienza sviluppatasi in un clima di serenità.

Metamorfosi di una bestemmia. Sembrava una “bestemmia” vedere tutti quelle divise ad invadere la perla dell’accoglienza turistica, uno scenario surreale che ha fatto gridare allo scandalo e che ha fatto storcere il naso a parecchi cittadini ma che si è poi dimostrato qualcosa di assai diverso di un’esagerazione di circostanza. Non vi è dubbio che siano stati giorni anomali e irripetibili, di innegabili disagi ma l’impressionante contingente di sicurezza che ha presidiato le strade di Taormina ha scritto una delle pagine più importanti e degne di nota del G7 appena trascorso. Una pagina meritevole di apprezzamento perché l’invasione è stata caratterizzata da uomini che hanno lavorato notte e giorno e si sono integrati nel tessuto della città, vivendo questa esperienza non soltanto al servizio della gente ma con la gente e tra la gente. Nei giorni dell’alta tensione in cui tutto andava controllato minuziosamente e c’era da prevenire qualsiasi rischio di atti terroristici, i 10 mila del G7 hanno dato una lezione di sicurezza al mondo intero.

Sicurezza con garbo. L’Italia e gli italiani avranno mille difetti e su tante cose sono maestri nel complicarsi la vita ma nel capitolo delle eccellenze di questa Nazione un posto di diritto va di diritto alle Forze di Polizia e alle Forze Armate che a Taormina hanno fatto un lavoro impeccabile, senza lasciare nulla al caso. Una impressionante prova di forza è stata scritta in modo silenzioso e gentile, col garbo e la bravura di persone che sanno fare bene il loro mestiere ma che lo hanno anche fatto dialogando con i taorminesi, senza mai fargli mancare il saluto e persino lasciando in qualche caso un bigliettino per “scusarsi del disturbo”.

Il film della sicurezza. I controlli ai metal detector, i militari all’ingresso dei vicoli, Polizia e Carabinieri impegnati in un continuo via vai di uomini e mezzi, la Guardia di Finanza a presidio della zona a mare, i pompieri in gran numero anche loro, l’Aeronautica a fare elipiste e lavori che a Taormina non si vedevano da decenni, elicotteri a controllare lo spazio aereo, i mezzi dello Stato schierati ai varchi di ingresso di Taormina come fosse uno scenario di guerra, sino anche agli allarmi bomba con gli artificieri intervenuti in un paio di circostanze: tutte scene incredibili alle quali i cittadini hanno assistito dapprima sbigottiti come fosse un film e con la perplessità del sentirsi derubati di un pezzo di libertà e poi alla fine con l’orgoglio e l’ammirazione sincera di chi ha visto una straordinaria squadra a protezione della propria incolumità. E allora nei giorni della celebrazione del G7, un forte plauso lo merita di diritto la squadra italiana con le divise dello Stato. La finale di Champions League di calcio si giocherà sabato a Cardiff, ma le Forze dell’Ordine e le Forze Armate italiane la Champions della sicurezza l’hanno già giocata e (stra)vinta sul campo a Taormina.

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