Taormina - Elipista di zona Piano Porto
Taormina - Elipista di zona Piano Porto

Concluso il G7, è ufficialmente scaduto anche il termine di requisizione temporanea dell’area di contrada Piano Porto, che tramite apposito provvedimento era stato disposto lo scorso febbraio dalla Prefettura di Messina, per consentire l’allestimento di un’elipista temporanea in contrada Piano Porto. L’area, di proprietà privata, torna dunque a pieno titolo nella disponibilità della proprietà stessa ma soprattutto si è già avviata dalle scorse ore ad essere oggetto di lavori di smontaggio della pista. Ed è qui che il Comune di Taormina adesso è chiamato ad alzare la testa dal guanciale e a darsi una “svegliata”, mettendo per un momento da parte i flashback di gloria del G7. Di quel G7 si rischia che rimanga poi ben poco tra uno smontaggio e l’altro. C’è da attivarsi in fretta per impedire che avvenga lo smantellamento della pista di Piano Porto, l’area più idonea di cui dispone Taormina per le attività di elipista, molto più di quella limitrofa alla piscina comunale di contrada Bongiovanni.

L’area più idonea. L’elipista Bongiovanni è nata attorno ad abitazioni e alberghi e difficilmente avrà vita facile sia per le proteste dei residenti e degli operatori economici ed anche pensando ad altre prevedibili perplessità: in primis da parte della Soprintendenza, perché da quelle parti, in linea d’aria, nelle vicinanze c’è il Teatro Antico. Differente è il discorso dell’elipista di Piano Porto, che di fatto non va a disturbare nessuno, è ubicata in un sito attorno al quale è stata anche rifatta la strada che in precedenza era un disastro totale. Dopo tutto quell’apprezzabile e faticoso lavoro di ripulitura di un’area ridotta da 30 anni al degrado e all’abbandono totale, insomma, c’è da augurarsi che il Comune trovi una soluzione, d’intesa con la proprietà, affinché non venga sprecato il lavoro fatto dall’Aeronautica Militare e anche perché sarebbe uno sperpero di denaro pubblico aver tenuto in vita l’elipista soltanto per pochi giorni e ora consentirne lo smontaggio, che a sua volta avrà ulteriori costi.

Proroga del decreto. Sono in corso contatti, a quanto pare, con la proprietà e la discussione è iniziata nella giornata di mercoledì. Una soluzione opportuna, intanto, potrebbe essere quella da parte del Comune di chiedere una proroga del decreto a suo tempo emanato dalla Prefettura, nelle more che venga definito il futuro dell’area e dovendo, ovviamente, in questo arco di tempo venire incontro alle (legittime) richieste che avanzerà la proprietà dell’area.

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