Via S. Pancrazio durante il G7 Taormina
Via S. Pancrazio durante il G7 di Taormina

Le strade deserte di Taormina dei giorni del G7 (che da domenica sembrano già un ricordo), spalancano le porte alla riapertura di una discussione che da anni ormai è un tormentone e un nodo irrisolto in città, ovvero la possibile attivazione delle Zone a traffico limitato. A prescindere dalla particolarità del momento, il G7 di Taormina con le arterie principali semi-deserte in occasione del vertice dei sette grandi ha fatto capire che ipotizzare la pedonalizzazione del centro storico non è una bestemmia. Già nella passata legislatura erano stati predisposti alcuni varchi per procedere ad una restrizione dei flussi di accesso al paese e la soluzione sembra destinata adesso più che mai a riproporsi sull’onda lunga del G7. Per sei giorni Taormina è rimasta chiusa e accessibile soltanto a duemila residenti e adesso che sono rientrati anche gli altri delle aree periferiche, la discussione che sta per riproporsi a Palazzo dei Giurati è se si potrà impedire almeno l’accesso veicolare e quindi la sosta selvaggia dei mezzi dei non residenti nel perimetro “rosso”.

Possibile sperimentazione. I turisti e più in generale i visitatori di Taormina potrebbero usufruire dei parcheggi pubblico o di quelli privati per arrivare sino in Corso Umberto mentre adesso la Via San Pancrazio si appresta a tornare una “camera a gas”. E quello che a suo modo si è visto nelle giornate del G7 e l’immagine che ne è venuta fuori, pur nella particolarità del momento, è che Taormina potrebbe mostrarsi assai più ordinata e attraente ai turisti stessi se riuscisse a disciplinare gli ingressi dei mezzi in centro storico. Ecco che allora si fa strada l’eventualità di una sperimentazione delle zone a traffico limitato nei prossimi mesi per capire quali potrebbero essere gli effetti risultati. Le due correnti di pensiero sono quelle di chi pensa che vada sfruttato il momento post G7 per attivare immediatamente le Ztl e fare una scelta coraggiose, e che pensa invece che dovrebbero essere rimandate a dopo l’estate e quindi ai mesi autunnali tutte le discussioni.

I punti nevralgici. Le aree destinate ai possibili varchi tramite controllo elettronico sarebbero quelle di Porta Pasquale (nel tratto che immette su Porta Messina), arco dei Cappuccini, Porta Catania (all’altezza della galleria che porta in Via Kitson). La passata Amministrazione aveva provato a far attivare le Ztl ed aveva anche predisposto l’attivazione di un apposito sistema di controllo del centro storico mediante telecamere ma l’iniziativa venne poi bloccata dalle polemiche. In questo contesto ad esempio la Via Pirandello potrebbe diventare ideale prosecuzione del centro storico e quindi di Corso Umberto per la passeggiata dei turisti e dei residenti in un contesto di territorio dove troppo spesso le auto la fanno da padrone delle strade ad ogni ora del giorno e con tanti esempi di sosta selvaggia. Ma forse la vera svolta all’orizzonte potrebbe essere quella di un cambio di mentalità dei taorminesi stessi sulla Ztl, argomento tabù sino a qualche tempo fa e sul quale il G7 ha fatto ricredere qualcuno facendo comprendere che forse non sarebbe una idea così sbagliata e non rappresenterebbe una penalizzazione per il territorio ma il valore aggiunto che è tipico delle città d’arte dove la caoticità non esiste o quasi.

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