Depuratore di Taormina e Naxos
Depuratore di Taormina e Naxos

Si fa sempre più concreto e minaccioso lo spettro di un’emergenza depuratore a Taormina e Giardini Naxos nella stagione estiva che ormai incombe. A denunciare, più di una volta, la “situazione critica” è stato ieri il presidente del Consorzio Rete Fognante, Andrea Raneri che ha fornito i dati aggiornati delle quote arretrate che l’ente comprensoriale per la depurazione delle acque attende dai Comuni di Taormina, Naxos, Letojanni e Castelmola. «Al momento mancano nelle casse del Consorzio soprattutto Un milione e mezzo di euro dal Comune di Giardini – evidenzia Raneri – e per il resto anche 600 mila euro dal Comune di Taormina, 400 mila euro da Castelmola e 250 mila da Letojanni. Nel complesso continuiamo ad attendere invano 2 milioni e 800 mila euro circa ed è una sofferenza che rischia da qui a breve di metterci in enorme difficoltà perché siamo in debito di Un milione 300 mila euro con Enel, che minaccia di sospendere la fornitura elettrica e di 200 mila euro con la ditta che si occupa del trattamento e smaltimento dei fanghi e dell’altra ditta che si occupava, a sua volta, in precedenza di quest’ultimo servizio e ci ha sollecitato il pagamento di somme pregresse per 400 mila euro».

Impianti monitorati con attenzione. «I nostri impianti sinora sono andati avanti bene, senza particolari difficoltà e li monitoriamo ogni giorno con attenzione ma con tutte queste somme che non ci vengono versate dai quattro Comuni, e di riflesso con le pendenze che dobbiamo saldare a fronte dell’assenza di liquidità per farlo, diventa complicato andare avanti. Siamo in presenza di un lavoro che va considerato come un ciclo che si compone di tante fasi, un po’ come una catena di montaggio. Se si ferma un pezzo o una parte di questa catena si rischia di creare un disservizio nel nostro territorio che è il primo polo turistico siciliano».

Lo spettro dell’emergenza. Il rischio, insomma, da scongiurare è quello di qualche problema improvviso agli impianti di Giardini e Letojanni, che determinerebbe poi la presenza di liquami in mare in piena estate. «Anche in occasione del recente G7 abbiamo monitorato giorno e notte gli impianti – ha evidenziato Raneri – per evitare qualsiasi tipo di problema. Il nostro impegno, però, se non accompagnato anche da quello altrui non può bastare». «Il bilancio del Consorzio – conclude Raneri – per altro va chiuso in pareggio, mentre i debiti si accumulano a causa dei mancati trasferimenti. I sindaci sono al corrente della situazione sin da quando hanno condiviso la gestione in house del Consorzio. Purtroppo la cosa più preoccupante è che sinora non trovo riscontro serio nelle mie richieste di supporto all’ente».

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