Emmanuel Macron e Angela Merkel salutano i cittadini
Emmanuel Macron e Angela Merkel salutano i cittadini di Taormina

Poteva essere un flop, doveva essere un incubo e per qualcuno lo è stato sino ai giorni della gabbia rossa. E invece il G7 a Taormina è diventato il trionfo mediatico e organizzativo di una città che ha incantato il mondo, lo ha sedotto e stordito col fascino della sua bellezza indiscutibile. Trionfo mediatico, proprio così, è un’espressione che si può usare senza se e senza ma, e alla vigilia da queste parti non erano molti quelli che ci avrebbero scommesso un euro sarebbe andata così. Trionfo organizzativo, non per meriti locali ma per bravura di chi ha gestito in modo impeccabile la macchina della sicurezza come un manuale da dare all’estero col manuale delle istruzioni, con l’abilità della delegazione italiana che ha preparato tutto in modo capillare e si è calata al meglio nella dimensione del posto, e un commissario straordinario rivelatosi tale nei fatti per aver realizzato in cinque mesi lavori che in questa città nessuno è stato capace di fare nella Seconda Repubblica. E allora il mondo plaude alla bellezza di Taormina, che è stata più forte e travolgente di tutto, capace di spazzare vie le polemiche e prendersi la scena oltre il semplice ruolo di località ospitante del G7. E allora in un G7 che di contenuti politici di rilievo ne ha offerti pochi, la protagonista assoluta sulle tv, sui giornali, sul web è diventata proprio l’ottava signora del G7: Taormina, la sede del G7 2017. La marea umana di giornalisti che hanno seguito l’evento, nelle cronache del G7, si è lasciata affascinare da quel cielo di Sicilia e da quel mare di Taormina che disegnano i colori e le essenze di una terra che è passione e vita. Le 48 ore del G7 hanno scritto il momento più prestigioso di sempre per Taormina, frantumando i malumori locali nell’atmosfera di una festa che ha riportato la Perla dello Ionio 30 anni indietro.

Ritorno al passato. Esistono storie che sembrano riportare indietro le lancette del tempo e questo G7 è stato il déjà-vu perfetto degli anni d’oro: nonostante tutto e nonostante quella masochistica propensione alla piccola protesta paesana di quartiere, che troppo spesso svilisce il dna internazionale di questa città. «Chi ci ripagherà di una settimana senza turisti?», temeva qualcuno, sino anche a parlare di “danno gravissimo” ma il divieto di ingresso ai turisti di questi sei giorni di zona rossa diventa un microcosmo impercettibile nel mare sconfinato dell’eccezionale ed irripetibile pubblicità che Taormina si è regalata gratuitamente in questi due giorni.

Red carpet tra la gente. L’immagine dei sette potenti del pianeta che arrivano al Teatro Antico e che poi si dirigono a piedi in Corso Umberto il “San Domenico” è uno spot eccezionale davanti al quale il mondo intero non ha potuto far altro che togliersi il cappello. I leader che sfilano tra due ali di folla che li accompagnava sono stati la proiezione regale, quasi cinematografica, di un red carpet tra la gente e con la gente, nella Taormina che un Festival del Cinema ce l’ha ma che da diversi anni a questa parte è diventato una lussuosa cosa di nicchia, per soli addetti ai lavori.

Taormina capitale. Rimarranno tanti momenti impressi nella mente e nel cuore di tutti coloro che hanno vissuto questo G7, ma soprattutto l’emozione della consapevolezza che Taormina è diventata sul serio per due giorni capitale del mondo. Ci sarà tempo e modo per fare riflessioni più approfondite ma la morale della favola, in queste ore del “liberi tutti”, è che alla fine ha vinto Taormina. Nonostante gli sproloqui chi non la riteneva all’altezza. Nonostante la politica locale che non è all’altezza della situazione e che, indubbiamente, nessun merito potrà attribuirsi, anche perché non si è nemmeno premurata di spendere un solo euro dal bilancio comunale per un G7. I miracoli veri li ha fatti gente come il Prefetto Riccardo Carpino, come il Capo delegazione Alessandro Modiano, come il Prefetto Francesca Ferradino, e come il Questore Giuseppe Cucchiara, e tutte quelle Forze dell’Ordine e quelle Forze Armate che hanno garantito ordine e sicurezza. È a loro che va un grazie per aver riscritto la storia di questa città, contribuendo a mostrarne al mondo il volto migliore e risvegliandola dal torpore di un ventennio.

© Riproduzione Riservata

Commenti