Giardini Naxos - Impianto di depurazione del Consorzio Rete Fognante
Giardini Naxos - Impianto di depurazione del Consorzio Rete Fognante

«Sollievo e soddisfazione per una sentenza che, in una fase particolare a pochi giorni tra l’altro dal G7, ripristina la verità su come si depurano le acque in questo territorio e dimostra che noi non inquiniamo l’Alcantara. Il problema va ricercato altrove». Così Andrea Raneri, presidente del Consorzio Rete Fognante commenta il pronunciamento della Sezione Prima del Tar di Catania, che tramite apposita ordinanza, ha accolto la domanda cautelare dell’ente per la depurazione delle acque dei Comuni di Taormina, Giardini, Letojanni e Castelmola in oggetto al provvedimento con il quale la Regione aveva disposto la diffida e sospensione dell’autorizzazione allo scarico dell’impianto di depurazione di contrada Pietre Nere (Giardini) nell’Alcantara. Adesso il Consorzio potrà continuare la propria attività come sinora fatto e la prima udienza pubblico in merito è stata prevista dal Tar nel maggio 2018.

Il Comune ad adiuvandum. «Abbiamo inteso procedere col principio che lì dove la Regione contesta i fatti – spiega Raneri – non era e non è foce del fiume. È stata fatta una relazione dal geologo Antonio Savoca ed ulteriori accertamenti hanno riguardato lo stato delle acque, ed il tutto unitamente ai rilievi dell’avvocato Alfredo Grasso, nostro legale ed avvocato anche del Comune di Taormina intervenuto ad adiuvandum del Consorzio, e tutto dimostra che abbiamo ragione noi. Secondo la Regione non si possono immettere nemmeno le acque depurate ma la verità è che le problematiche dell’Alcantara partono dal territorio di Randazzo e arrivano sino a Giardini Naxos. Ci sono anche delle relazioni dell’Arpa, di qualche tempo fa, dalle quali si evince che l’inquinamento a monte è assai più significativo. E allora occorre sedersi ad un tavolo e vedere come poter migliorare la situazione, nell’interesse collettivo e pubblico di tutti».

Valori a norma di legge. Raneri si è anche dichiarato sollevato sul piano personale per i riflessi in termini di accertamento penale, e quindi di eventuali responsabilità personali, che la vicenda ha comportato: «Questa ordinanza del Tar è già stata prodotta al mio legale su un procedimento penale in corso, perché le acque sono perfettamente depurate e i risultati dimostrano valori regolarmente a norma di legge. Non ho mai autorizzato nessuna forma di inquinamento ambientale. La condotta marina che dovremmo ripristinare è un completamento dell’impianto ma i quattro Comuni al momento già a stento effettuano i trasferimenti mensili e per quella condotta invece servirebbero 4 milioni 200 mila euro e bisognerebbe arrivare a una profondità di 45 metri. Al momento non ci sono le condizioni economiche per attuare quel progetto».

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