Ecce Homo Caravaggio Taormina

Giorni di fermento sul G7 a Taormina e i cittadini commentano e riflettono sulla situazione della fase ormai immediatamente precedente il vertice dei sette grandi. Da una residente riceviamo e pubblichiamo: «Mi chiamo Emanuela Longo, sono una cittadina residente di Taormina e sento il bisogno di condividere alcune riflessioni. In quanto cittadina di Taormina mi è stato chiesto di collaborare, di pazientare e di subire i disagi provocati dai lavori di preparazione del prossimo G7. Di vedere tutto nell’ottica di una crescita e di una grande possibilità; di collaborare, di pazientare e di accettare la chiusura per una settimana della mia piccola attività recettiva . Di collaborare, di pazientare e di sorridere della inevitabile perdita economica subita perché in cambio la mia meravigliosa città. In cambio mi è stato detto che Taormina riceverà un “ritorno” d’immagine planetario di inestimabile valore e i lavori che tanto disagio stanno creando resteranno a beneficio di tutti e per tutti gli anni futuri. Ma mi chiedo: dovevamo aspettare il G7 per usufruire di queste migliorie e di questi servizi? E le tasse che pago come cittadina a cosa sono servite? A cosa servono? A cosa serviranno? E tutte quelle strutture e quei servizi che invece non saranno né “toccati” né visti dai grandi della terra, che fine faranno? Resteranno nel loro degrado e nel loro inesorabile oblio, in attese questa volta non dell’arrivo dei potenti della terra ma dello Spirito Santo? Mi riferisco, ad esempio, alla dimenticata discesa di Madonna delle Grazie e alla ancor più dimenticata Via dei Pescatori, due delle strade pedonali più belle della nostra città: fra le più frequentate dai normali turisti (certo non dai potenti della terra) e fra le più abbandonate, trascurate, degradate».

Proposta di ringraziamento. «In quanto cittadina orgogliosa e responsabile – continua Emanuela Longo – io collaboro, paziento, subisco, accetto, sorrido e rifletto. Rifletto e penso, per esempio , che “regalare” ai cittadini taorminesi, che tanto stanno pazientando, collaborando, subendo e accettando sorridendo, in attesa di futuri riscontri, la possibilità di accedere senza pagare alla visione del capolavoro di Caravaggio, esposto al Palazzo Corvaja in occasione delle iniziative collaterali al G7, sarebbe stata una magnifica opportunità per ringraziarli. Per ringraziarci tutti. Un gesto simbolico e concreto. Un semplice grazie. Un grazie che avrebbe “rappresentato” e dato valore alla mia, alla nostra “taorminesitá”. Ma che non ho ricevuto. Quindi oltre a collaborare, pazientare, subire, accettare e sorridere in attesa di futuri riscontri, io rifletto e penso che non andrò a vedere il Caravaggio esposto a Taormina perché mi rifiuto di pagare il biglietto per me e per i miei figli nella mia città e in questo contesto, ma lo pagherò a Genova o in ogni altra città o museo dove avrò la possibilità di ammirarlo».

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