Cateno De Luca, leader
Cateno De Luca, leader "Sicilia Vera"

Cateno De Luca all’attacco sulla Via Garipoli, riaperta domenica scorsa dopo i lavori al ponte che da mesi si presentava con il senso alternato e la postazione semaforica. Il leader di “Sicilia Vera” con un lungo e articolato intervento si sofferma sulla situazione della bretella A18 e attacca il Comune di Taormina. «Quella che oggi si chiama Via Garipoli, e che collega Taormina al casello autostradale – scrive in una nota De Luca -, altro non è che la strada di accesso realizzata dal Consorzio Autostrade quale “scambio” tra il Comune e lo stesso Cas per la cessione di terreni, espropri e quant’altro avvenuto in concomitanza della realizzazione della A18 negli Anni 70. Tale arteria oggi è divenuta ovviamente di importanza vitale per Taormina. A partire dal 1992, sul versante che costeggi il viadotto oggi interdetto al traffico, avviene una forma di erosione incanalata dovuta allo scarico delle acque bianche del Comune senza alcuna regolazione di sorta. Tali acque, che in concomitanza di eventi, meteorologici particolari assume caratteri di vere e priore cascate, possiedono una capacità erosive molto forte in quanto spinte “a pressione” dallo scatolare posto nello scarico stesso. Ripeto, queste sono acque che si raccolgono dal centro abitato di Taormina (acque bianche) e si scaricano in maniera indisciplinata (senza salti idraulici e senza alcuna protezione) su un versante di marne (La marna è una roccia sedimentaria di tipo terrigeno, composta in parte da una frazione argillosa, ndr) che, precedentemente non aveva avuto alcun fenomeno di cedimento».

Il finanziamento. «L’erosione ha provocato lo scalzamento al piede dei versanti con conseguente crollo di porzioni di versante come oggi è palesemente visibile. Queste acque, successivamente scorrono acconto alle fondazioni del viadotto in argomento. Altre acque derivanti dal ruscellamento selvaggio proveniente dal parcheggio, finiscono anch’esse alla base del viadotto in questione. Nel 2007 il Comune ottenne un primo finanziamento di 600.000,00 Euro per la sistemazione del versante in argomento nel programma finanziato dalla Regione Siciliana mediante le “Risorse Liberate” del POR 200-2006 grazie al sottoscritto. Il Comune doveva presentare il progetto entro 60 giorni dalla nota ricevuta dalla Regione cosa che non ha fatto ed ha perduto il finanziamento».

La riassegnazione delle somme. «Con la programmazione Po Fesr 2007-2013 il Comune ottiene nuovamente il finanziamento anche perché la condizione di erosione si aggrava sempre più e nel 2010 il comune ottiene un altro decreto di finanziamento per € 1.000.000,00 per sistemare il versate in argomento. Il Comune ha impiegato due anni ad avere il decreto e perde, dal milione promesso, 150.000,00 euro perché ha formalizzato gli incarichi ai progettisti in barba alle leggi per cui ha dovuto sborsare le somme per pagare i tecnici progettisti».

Ritardi su ritardi. «Dal 2013 in avanti il Comune ha fatto di tutto per non iniziare i lavori. Dapprima ha impiegato oltre 18 mesi per aggiudicare i lavori, successivamente ha avviato un contenzioso con il direttore dei lavori perché quest’ultimo, giustamente, non voleva consegnare i lavori in quanto non erano stati eseguiti gli espropri. Il Comune quindi revoca l’incarico al direttore dei lavori e lo affida ad un altro direttore dei lavori per avviare, ovviamente un nuovo contenzioso con quello vecchio che vincerà sicuramente (altri debiti fuori bilancio). Nel 2015, finalmente, si stipula il contratto con il nuovo DL, ma a tale data le condizioni del versante sono mutate ed il vecchio progetto non va più bene quindi si deve modificare. Le modifiche sono integrali, il vecchio progetto prevedeva dei consolidamenti laddove basterebbe canalizzare le acque in maniera adeguata».

La variante incompiuta. «Si modifica il progetto ma, nel frattempo si chiude la programmazione e il comune perde il finanziamento sul Po Fesr 2007 2013. Fortunatamente il progetto viene riprotetto nei Pac ma la variante non decolla e i lavori sono ancora fermi mentre l’impresa resta ferma a contare quanti giorni di fermo cantiere e mancato guadagno deve chiedere al Comune. La variante non decolla in quanto il progetto è totalmente diverso da quello appaltato, mi sa che si perde pure questo finanziamento, il tutto giace a Palermo negli uffici dell’Assessorato al Territorio, dove cercano i responsabili del Comune di Taormina per sapere cosa vogliono fare».

Effetto G7. «Arriva il G7 e tutti si accorgono che la canalizzazione scava il versante ai piedi del viadotto. Il sindaco emette un’ordinanza per un senso unico alternato senza valutare il livello del rischio perché se rischio c’è la strada va chiusa… se rischio non c’è resta aperta totalmente…. non si capisce perché il senso alternato dovrebbe mettere tutti al sicuro. Partono i controlli della Protezione Civile regionale che esegue prove e sondaggi e mette per iscritto, nel marzo 2017, che il viadotto ha fondazioni “a pozzo” e quindi più profonde del versante ma… niente, il sindaco non revoca l’ordinanza. Ripartono i controlli ma nel frattempo altre viabilità sono chiuse per i lavori del G7. Risultato? Un inferno dantesco per residenti e turisti. Allora, il sindaco, temendo attacchi per aver chiuso la strada totalmente dichiara che il rischio c’era perché vi sarebbe una lineatura sulla testa della spalla del viadotto. A parte il fatto che il problema paventato era alle fondazioni, ma quella che si vede non è una frattura del calcestruzzo ma una “rispesa del getto” e quindi non vi sarebbe rischio come già dichiarato dai responsabili della Protezione Civile».

Le parole del sindaco. «Le dichiarazioni del sindaco, ricordiamole, in particolare sono state queste: “Le immagini a mio avviso lasciano poco spazio all’interpretazione e un problema esisteva e lo si sta risolvendo – ha aggiunto Giardina -. Se si intendeva continuare ad utilizzare la Via Garipoli occorreva fare una scelta, anche impopolare, ma alla fine è stata fatta e si sta risolvendo un’emergenza che rischiava di protrarsi ancora a lungo e sulla quale si rischiava potesse esserci poi un aggravio dello stato dei luoghi. Il problema non era soltanto legato al fatto che non vi fosse un pericolo immediato, bisognava valutare in prospettiva. I lavori sono in corso e si concluderanno nelle prossime ore. Ci auguriamo di poter rendere nuovamente fruibile già in questo fine settimana la Via Garipoli, forse già da sabato notte o domenica mattina”».

Erosioni e danni. «La realtà – conclude De Luca – è che la canalizzazione inesistente delle acque, anche illegittima in alcuni casi, sta provocando delle erosioni accelerate che stanno causando danni irreparabili e il colpevole è il Comune di Taormina. Inoltre, nonostante si disponga dal 2007 di un finanziamento regionale si è continuato ad appaltare somme urgenze con debiti fuori bilancio per mettere pezze a quel problema che si risolverebbe canalizzando le acque in maniera adeguata. Lo stesso finanziamento è stato perso due volte e la terza volta, in via definitiva lo si perderà se non si interviene immediatamente presso gli uffici preposti per risolvere i danni causati dall’Amministrazione comunale nell’appaltare lo stesso progetto».

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