Gli Sherpa già al lavoro da diversi giorni all'hotel Diodoro di Taormina
Gli Sherpa già al lavoro da diversi giorni all'hotel Diodoro di Taormina

Gli Sherpa al lavoro per il comunicato finale del G7 di Taormina del 26 e 27 maggio. Mentre nelle strade e nei siti che ospiteranno le conferenze ed il concerto si lavora alacremente per definire gli interventi in vista del summit dei sette grandi, è già in atto da diversi giorni all’hotel Diodoro l’attività poco reclamizzata ma fondamentale per la preparazione dei documenti che dovranno essere sottoscritti al termine del vertice. L’impegno in atto da parte degli Sherpa è finalizzato soprattutto alla definizione dei contenuti di quello che sarà poi il comunicato congiunto finale, da condividere a conclusione del G7.

La struttura e le decisioni. Il processo che porta al Vertice annuale si articola in una serie di riunioni e di incontri informali, cui ogni Paese membro partecipa a diversi livelli. Il G7 è stato strutturato sin dalle origini sulla base di una struttura istituzionale incentrata sullo “Sherpa”, il “Foreign Affairs Sous-Sherpa” (FASS), il “Finance Sous-Sherpa” (FSS) e il “Political Director” (PD). Lo Sherpa (appellativo ispirato metaforicamente ai portatori d’alta quota delle vette himalayane) è il rappresentante personale per il G7 del Capo di Stato o di Governo per tutte le questioni che formano l’agenda del Vertice; è responsabile del processo preparatorio del Vertice annuale e coordina la stesura della Dichiarazione Finale. Gli Sherpa comunicano, attraverso regolari contatti, le posizioni e le proposte dei rispettivi Capi di Stato o di Governo – con cui hanno un dialogo diretto e costante – sulle principali questioni internazionali. In Italia la carica di Sherpa è tradizionalmente ricoperta da un diplomatico di alto rango.

L’organizzazione degli sherpa. Ogni Presidenza del G7, ed in questo caso quella italiana che presiede l’imminente vertice di Taormina, organizza una serie di riunioni degli Sherpa in preparazione del Vertice e, successivamente, altri incontri dedicati ai seguiti. Lo Sherpa è coadiuvato da: un rappresentante del Ministero degli Esteri (Sous-Sherpa Esteri) per la trattazione di una serie di temi trasversali, ambientali, economico-sociali e di sviluppo (individuati di volta in volta in base all’agenda della Presidenza); un rappresentante presso il Ministero dell’Economia e delle Finanze (Sous-Sherpa Finanze), che si occupa dei temi economico-finanziari dell’agenda del Vertice; un ulteriore rappresentante del Ministero degli Affari Esteri (Direttore Politico) per la trattazione dei temi di politica estera e di sicurezza. Nell’ambito del coordinamento assicurato dagli Sherpa, i Sous-Sherpa Esteri e Finanze e il Direttore Politico svolgono un ruolo essenziale nel negoziato del testo della Dichiarazione Finale; inoltre, i Sous-Sherpa Finanze e i Direttori Politici gestiscono in prima persona i processi che conducono, rispettivamente, alla Ministeriale finanze (finance track) e alla Ministeriale esteri, nonché i negoziati sulle relative Dichiarazioni finali.

Gruppi di lavoro su temi specifici. Per assicurare un seguito agli impegni assunti in occasione dei Vertici annuali, oltre che il necessario approfondimento tecnico dei temi trattati, si è reso necessario lo sviluppo di appositi meccanismi di coordinamento. Sotto il coordinamento dei Sous-Sherpa Esteri e Finanze e dei Direttori Politici sono stati pertanto costituiti, nel corso degli anni, Gruppi di lavoro composti da esperti per approfondire temi specifici, quali, ad esempio, l’accesso all’acqua, la salute, l’istruzione, la proprietà intellettuale, lo sviluppo, l’energia, la non proliferazione e il supporto alle attività di mantenimento e consolidamento della pace delle Nazioni Unite. I Gruppi ricevono un mandato che può condurre alla presentazione di un rapporto finale (solitamente in occasione del Vertice) o al negoziato su elementi specifici; essi si riuniscono circa due o tre volte l’anno sotto il coordinamento dalla Presidenza di turno.

Riunioni ministeriali. Inizialmente, i Capi di Stato e di Governo erano accompagnati nelle riunioni dai Ministri degli Esteri e delle Finanze; a partire dal Vertice di Birmingham del 1998, si è deciso di separare le riunioni ministeriali da quelle dei Capi di Stato e di Governo, così da non perdere lo “spirito originale” di Rambouillet (sede del primo Vertice, in formato G6). Da allora in poi, il numero delle riunioni ministeriali – prevalentemente concentrate nel semestre che precede il Vertice – è sensibilmente aumentato, in risposta all’esigenza di affrontare, con un approccio più tecnico, le grandi questioni internazionali discusse su linee strategiche più generali dai Capi di Stato e di Governo. Le riunioni ministeriali godono di ampio grado di autonomia organizzativa e funzionale rispetto ai Vertici dei Capi di Stato e di Governo, pur nel contesto di una generale coerenza di messaggio e unità di intenti, che è compito – e interesse – della Presidenza assicurare. Alcune delle conclusioni più rilevanti delle riunioni ministeriali vengono normalmente riflesse nel documento finale del Vertice annuale dei Capi di Stato e di Governo.

Le iniziative. Nel corso degli anni, l’impulso politico del G7 ha dato vita a molteplici iniziative in svariati settori, normalmente aperte alla partecipazione di attori esterni (Paesi terzi e società civile), che hanno prodotto effetti di rilievo a livello globale. Fra queste, il Fondo Globale per combattere AIDS, Tubercolosi e Malaria (Genova 2001); la Global Partnership contro la diffusione delle armi e dei materiali di distruzione di massa (Kananaskis 2002); l’iniziativa dell’Aquila sulla sicurezza alimentare (L’Aquila 2009).

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