Marco Minniti, ministro dell'interno nel Governo Gentiloni
Marco Minniti, ministro dell'interno nel Governo Gentiloni

Ad un mese esatto dal G7 del 26 e 27 maggio il Ministero dell’Interno, Marco Minniti tiene alta l’attenzione sulla lotta al terrorismo e sul tema della sicurezza. “Controllo del territorio” è la parola d’ordine, la strategia tracciata dal Viminale in vista del vertice di Taormina. «La risposta alla minaccia del terrorismo deve essere all’altezza di prevedere l’imprevedibile – ha detto Minniti -. Comprendiamo che abbiamo una minaccia mortale come quella del terrorismo e che tuttavia ha via via sviluppato metodiche di attacco che prevedono una capacità di previsione che è molto vicina allo zero. Ma una democrazia impaurita è una democrazia più debole e più esposta».

Il ruolo basilare dell’intelligence. «Siamo uno dei grandi Paesi del mondo che ha sconfitto il terrorismo – ha evidenziato Minniti -. L’ha sconfitto non perdendo se stesso, lo ha sconfitto mettendo in campo tutti quanti gli strumenti di una democrazia. E questo è il cuore della questione. Combattere il terrorismo da democrazia. C’è bisogno di più intelligence, prevenzione e capacità di indagine ma se vogliamo prevedere l’imprevedibile l’unica cosa che si può fare è avere il controllo assoluto del territorio. Parola antica ma punto cruciale».

La risposta francese. E sempre a proposito di terrorismo internazionale, Minniti ha aggiunto: «Oggi guardiamo con favore a quanto è avvenuto in Francia: una democrazia che ha saputo rispondere con le armi della democrazia alla sfida della paura del terrorismo, con quella straordinaria partecipazione al voto, con quasi l’80% di cittadini che sono andati a votare dimostrando che le democrazie sfidate sul terreno delle libertà sanno rispondere con l’assunzione di responsabilità».

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