A sinistra l'opera del Caravaggio e a destra l'inaugurazione della mostra per il G7
A sinistra l'opera del Caravaggio e a destra l'inaugurazione della mostra per il G7

Taormina si prepara ad accogliere due capolavori di Antonello da Messina, il “Ritratto d’ignoto marinaio” e “L’Annunciata”, custoditi al Museo Mandralisca di Cefalù e a Palazzo Abatellis di Palermo, ma qualcosa manca all’appello: che fine ha fatto il Caravaggio annunciato dal Comune di Taormina il 19 febbraio scorso e atteso nella “Perla” per il G7? Morale della favola: non arriverà, non più. Il Caravaggio di Siracusa rimarrà lì dove si trova abitualmente, nella chiesa di Ortigia e non si sposterà in direzione Taormina né per i sette grandi, né per altre occasioni. Il trasferimento è tramontato prima ancora di diventare realtà. Siracusa ha gelato sul nascere le aspettative del Comune di Taormina e di una mostra interattiva di recente inaugurata sui siti Unesco, che per altro pare destinata a finire al centro delle polemiche già nei prossimi giorni. Determinante per far saltare il progetto Caravaggio che era stato lanciato pubblicamente dal Comune di Taormina, si è rivelato il diniego da parte della Curia di Siracusa, che ha stoppato l’iniziativa del trasferimento, e la relativa richiesta arrivata direttamente da Roma. “Il seppellimento di Santa Lucia” è un bene di proprietà del Fondo edifici di Culto e si trova all’interno della chiesa alla Badia dove si può ammirare gratis negli orari di fruizione della basilica.

Doppio diniego. Avrebbe dovuto rappresentare l’attrattiva da esporre al Palazzo Corvaja per il G7. “Avrebbe”, appunto, perché in definitiva il sogno taorminese si è infranto. A Siracusa l’idea del prestito con direzione Taormina non è piaciuta e ha fatto storcere il naso sia negli ambienti della Chiesa sia negli ambienti culturali della città e dalla Chiesa ai siracusani, il passo verso il “no” è stato abbastanza breve. Il “Ritratto d’ignoto marinaio” e “L’Annunciata”, custoditi al Museo Mandralisca di Cefalù e a Palazzo Abatellis di Palermo dovrebbero compensare, in sostanza, non solo il diniego al trasferimento del Caravaggio ma anche un’altra richiesta di prestito non andata a buon fine: ovvero quella per l’Annunciazione, un dipinto olio su tavola di tiglio di Antonello da Messina, datato al 1474 e conservato nel Museo di Palazzo Bellomo a Siracusa.

Il veto di Sgarbi. Ma è soprattutto sul Caravaggio che è stata sbarrata la strada al prestito per il G7 a Taormina. Dal critico d’arte Paolo Giansiracusa, ai consiglieri comunali siracusani Salvo Sorbello e Cetty Vinci fino all’ex assessore regionale Fabio Granata, si è alzato un muro di “no” al viaggio in terra taorminese de “Il seppellimento di Santa Lucia”. Storici dell’arte, sovrintendenti e amministratori hanno sentenziato la non attuabilità del prestito del capolavoro di Caravaggio, ritenendo in qualsiasi caso non ricevibile l’istanza di portare a Taormina il dipinto dall’artista in fuga da Malta con l’accusa di omicidio. «Il prestito mi sembra inutile, faticoso e dispendioso. Taormina è una grande città che non ha bisogno d’altro che di se stessa, semmai si potrebbe proporre a quanti saranno al G7 di andare anche a Siracusa per ammirare l’opera e un’altra bellissima città», ha detto Vittorio Sgarbi. Sulla stessa lunghezza d’onda il critico Paolo Giansiracusa, direttore dell’Accademia di Belle arti locale: «Non si può prescindere da ogni forma di contrasto, perché il dipinto è in uno stato comatoso». Infine il monito del siracusano Fabio Granata: «Le grandi opere devono restare ferme nei siti dove sono custodite e occorre farla finita con proposte intrise di provincialismo».

L’opera contesa. D’altronde per il Caravaggio che si trova a Siracusa è da tempo in atto una contesa nella contesa all’interno della città stessa che lo detiene. L’opera viene reclamata dalla Basilica extramoenia della Borgata per il cui altare, nel 1608, Caravaggio l’aveva dipinto. Senza dimenticare che, a sua volta, l’Annunciazione di Antonello da Messina, pure esposta a Siracusa, fu inserita anni fa nell’elenco dei beni inamovibili della Regione siciliana, redatto per contrastare i viaggi facili di capolavori al seguito della vanità degli amministratori di turno.

Trasferimento inattuabile. «Il dipinto del Caravaggio, nato e concepito a e per Siracusa, non può e non deve trasmigrare a Taormina. Con tutti i rischi evidenti del trasferimento della tela, tra l’altro particolarmente fragile, oltre che preziosa», è la risposta che ha messo un punto alla questione. L’opera, d’altronde, è da tempo in condizioni delicate e in più occasioni si sono scatenate analoghe forti polemiche rispetto ad eventuali altri spostamenti. Non ha fatto eccezione Taormina e nemmeno il G7. In questo caso, l’idea sarebbe stata quella di portare il dipinto a Taormina, in occasione del vertice dei sette grandi per farlo ammirare ai Capi di Stato che parteciperanno al meeting. Ma del Caravaggio nella città del G7 rimarrà soltanto l’ebbrezza di un effimero sogno di febbraio, che non farà parte dei viaggi virtuali di Palazzo Corvaja. In questo caso di virtuale rimarrà soltanto l’annuncio taorminese dello scorso 19 febbraio.

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