Piscina comunale di Taormina
Piscina comunale di Taormina

L’aspettativa era quella di riaprire la struttura già il mercoledì della scorsa settimana, e invece sono passati invano altri giorni e si sta rivelando più grave del previsto il danno che causato lo stop all’attività della piscina comunale il 7 aprile scorso. Da quel giorno l’impianto natatorio di contrada Bongiovanni è infatti chiuso ed indisponibile quindi all’utenza per il mancato funzionamento della caldaia, danneggiatasi improvvisamente ed anche perché da mesi è ormai l’unica rimasta in attività (l’altra è scomparsa in maniera “misteriosa” ed in circostanze lamentate dal Cvsm e ancora adesso mai chiarite).

Il punto della situazione. «L’interruzione della corrente elettrica – spiega Alessandro Gaglio, portavoce del Corpo Volontario di Soccorso in Mare, ente gestore della piscina – ha causato piccoli ma seri danni alle tubazioni. In sostanza la tracimazione dell’acqua delle vasche ha creato una depressione nelle condotte di riciclo dell’acqua si calda che fredda. Non appena abbiamo riavviato il tutto, dove c’erano delle criticità, con piccoli buchi o punti di ruggine, si è verificato in pratica l’effetto colabrodo. Abbiamo chiamato più ditte specializzate in saldature industriali e che potevano riparare i vari danni. Ci vorrà ancora qualche giorno. Ma c’è dell’altro che ci preoccupa». C’è un clima di incertezza complessiva che riguarda anche le previste opere di sistemazione del tetto con relativa chiodatura ed ancoraggio della struttura e messa in sicurezza delle vetrate in vista del G7. «Le opere inizieranno nei prossimi giorni – aggiunge Gaglio – ma ci chiediamo chi certificherà che la struttura sia in grado di sostenere il peso di una o più persone?».

Il braccio di ferro. L’interrogativo riporta, inevitabilmente, all’estenuante querelle in atto, ancora adesso rimasta irrisolta, tra il Comune ed il Cvsm. La casa municipale punta ad effettuare lo sfratto e sollecita il rilascio dei locali della piscina, ritenendo che il contratto di gestione sia scaduto il 9 marzo scorso, mentre il Cvsm ritiene che quel contratto sottoscritto dalle parti nel 2008 abbia come scadenza prevista l’anno 2026. E la situazione di impasse, con i rapporti ormai ai minimi storici tra la casa municipale e l’ente gestore, condizionano le prospettive immediate e future della piscina, che ora rischia anche di rimanere chiusa per diverso tempo se dovessero perdurare i problemi alla caldaia.

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