Una mano tira una maniglia, la porta si apre e siamo dentro la stazione di Taormina- Giardini Naxos con le sue pareti e i soffitti impreziositi da affreschi e decorazioni a rilievo, le applicazioni in ferro battuto, gli arredi in legno, i pavimenti a mosaico, le vetrate colorate. La mano è quella della scrittrice Catena Fiorello, tornata in Sicilia per la presentazione della nuova edizione di “Picciridda”, che accompagna in una diretta facebook i suoi lettori alla scoperta della stazione delle «meravigghie». Con il suo familiare intercalare siciliano descrive gli ambienti, racconta aneddoti e si lancia in una difesa della Sicilia e dei siciliani. «La stazione di Taormina – Giardini merita una visita – afferma Catena mentre gira con il suo cellulare tre le sale d’attesa della stazione – La vocazione della Sicilia è sempre stata questa: cultura, arte ed eleganza».

E tutto parte da una stazione. La storia di Lucia in “Picciridda”, romanzo d’esordio di Catena Fiorello tornato in libreria dopo un’accurata revisione, parte proprio da un binario. È quello della stazione di Leto, Letojanni, paese di origine della famiglia Fiorello. «Su quel binario nasceva il dolore più grande della mia vita» dirà da grande Lucia, protagonista di “Picciridda”, abbandonata dai genitori costretti a emigrare in Germania per lavoro. È un romanzo ambientato nei primi anni Sessanta ma che rivive ogni giorno nelle storie di vita dei tanti giovani che lasciano l’Italia e dei tanti profughi che giungono in Italia alla ricerca di un futuro migliore. E da un luogo di arrivi e partenze Catena Fiorello ha voluto raccontare un pezzo della sua Sicilia più autentica, quella che traspare in controluce dalle pagine dei suoi libri, quell’isola da cui non è mai salpata.

Gioiello liberty. Inaugurata nel 1928, la stazione di Taormina – Giardini Naxos conserva ancora oggi le linee architettoniche originarie in perfetto stile liberty siciliano. Siamo nei primi anni del Novecento quando ricchi viaggiatori giungono a Taormina sul solco del Grand Tour e lo stile che più si addice a una clientela colta e raffinata è il Liberty. Il Fabbricato Viaggiatori riprende i motivi dell’antico Castello dei San Martino con un corpo centrale su due livelli racchiuso da due alte torri merlate. Il progetto è attribuito all’architetto Roberto Narducci, mentre le decorazioni interne sono affidate a Salvatore Gregorietti famoso decoratore palermitano che si formò alla scuola del Basile Gregorietti ne progettò gli arredi, i lampadari, la le vetrate, maestosa biglietteria, e le appliques in ferro battuto, realizzate dalle maestranze locali di Taormina e Giardini, secondo i canoni dell’art noveau. Dettagli e decorazioni riprese in numerosi film, tra cui “Il piccolo diavolo” di Roberto Benigni, “Il padrino – Parte III” di Francis Ford Coppola, “Le Grand Bleu”di Luc Besson, “Made in Italy” di Nanni Loy.