Cateno De Luca, leader
Cateno De Luca, leader "Sicilia Vera"

È bufera dopo il fuori programma di Cateno De Luca al termine del comizio di domenica scorsa a Fiumedinisi. Lo sfogo del leader di “Sicilia Vera”, intenzionato a candidarsi a sindaco di Taormina alle Amministrative 2018, ha incendiato gli animi sui social network. In un botta e risposta al vetriolo c’è chi si è schierato con De Luca e chi non gli ha risparmiato contestazioni per i toni forti usati. E il diretto interessato, dopo essersi visto chiamare in causa, non si è sottratto allo scontro.

«De Luca sindaco o pinco pallino». «Non ho fatto altro che difendermi dal fango e dalle strumentalizzazioni come ho sempre difeso le comunità da me amministrate dai soprusi dello Stato e della Regione ottenendo grandi risultati – ha affermato De Luca -. Questa è la differenza tra me e gli altri. Lo ribadisco: ogni comunità ha il sindaco che merita: il popolo è sovrano e deciderà se farsi guidare da un Cateno De Luca sindaco o da pinco pallino finto sindaco. Non comprendo perché qualcuno si surriscalda senza avere né arte né parte». Poi una frecciata agli amministratori attuali e passati della Perla dello Ionio: «A Taormina non avete nemmeno l’agibilità del Palacongressi» ed inoltre: «A tempo debito faremo nomi e cognomi».

Le vicissitudini giudiziarie. De Luca si è quindi soffermato sulle vicende giudiziarie che lo hanno coinvolto in questi anni: «Sono stato prosciolto in sede penale per le spese pazze mentre sono stato condannato a 10 mila euro in sede contabile dalla Corte dei Conti ed è pendente in Cassazione il ricorso. Il 7 dicembre 2016 non ho deciso io il rinvio ma il Tribunale. I termini della prescrizione sono bloccati quando si va in Cassazione per la rimessione».

La macchina del fango. Da Santa Teresa a Taormina, passando per Fiumedinisi, De Luca sente aria di corrida politica, non si tira indietro e aggiunge: «È ripartita la macchina del fango, con il club delle denunce in piena azione. Nei giorni scorsi sono arrivate numerose lettere anonime a Santa Teresa di Riva. Alcune indirizzate alla Procura ed altre messe nelle cassette portalettere in vari punti della nostra comunità. Stanotte alcuni manifesti di un precedente mio comizio poi annullato per cause meteorologiche sono stati coperti con la solita affermazione squallida e ingiuriosa. Prepariamoci al peggio perché in personaggi in pista sono professionisti della calunnia in quanto affetti da denuncite cronica. Ovviamente non mi faccio intimidire. Andiamo avanti senza se e senza ma».