Italo Mennella, presidente dell'Associazione Albergatori di Taormina
Italo Mennella, presidente dell'Associazione Albergatori di Taormina

«Serve una gestione integrata del Palazzo dei Congressi e dei siti museali di Taormina per rilanciare e potenziare l’offerta turistica di Taormina sul mercato internazionale. Noi siamo pronti ad occuparci di questa gestione e mettere le nostre professionalità al servizio di questa sfida». La proposta arriva dal presidente dell’Associazione Albergatori di Taormina, Italo Mennella, che chiede l’avvio di un nuovo percorso per la gestione del Palacongressi, proprio in questi giorni interessato da interventi per il G7 di fine maggio, e per i siti museali della città. Tra i palazzi ai quali fa riferimento Mennella ci sono la Badia Vecchia, l’ex chiesa del Carmine, la chiesa di San Francesco di Paola ma secondo Mennella potrebbero entrare nel progetto anche altri punti culturali di rilievo della città. «Il discorso potrebbe riguardare anche Palazzo Ciampoli in sinergia con la Soprintendenza e la Regione, e ci sarebbe anche Palazzo dei Duchi di Santo Stefano, attualmente gestito dalla Fondazione Mazzullo», evidenzia Mennella.

Puntare sulla cultura. «Il problema che dobbiamo capire, affrontare e risolvere – afferma il presidente degli albergatori – è che se davvero vogliamo arrivare alla destagionalizzazione turistica non si può pensare che possa bastare un ragionamento fatto sul prezzo di una camera. Il fattore che può determinare la svolta nel periodo di bassa stagione non è la camera a 35 euro piuttosto che a 100 euro, l’elemento fondamentale sta tutto in una domanda. Chiediamoci: cosa viene a fare il turista a Taormina? Quale attrattiva viene a vedere d’inverno? E allora bisogna puntare sui siti museali con delle mostre e degli eventi di richiamo, programmati in anticipo e proposti sul mercato, anche in occasione di workshop dedicati e di fiere all’estero, per far conoscere ai turisti stranieri cosa propone Taormina. La cultura è l’elemento che può far spostare il turista e lo può convincere a raggiungere il nostro territorio per visitare mostre che, ovviamente, devono essere di alto livello. È una strategia che è stata adottata anche da tante altre località europee e che ha avuto risultati significativi».

Gli attrattori della Sicilia. «Il problema, lo ripeto, non è la camera d’albergo, se costa un prezzo piuttosto che un altro: l’elemento determinante è saper confezionare il prodotto, offrire la destinazione Taormina in modo appetibile e competitivo rispetto agli altri. Arte, enogastronomia e l’Etna sono gli elementi basilari, i tre attrattori della Sicilia e in questo contesto Taormina può e deve recitare un ruolo di primo piano».

Obiettivo Palacongressi. Taormina città d’arte è, insomma, la “ricetta” proposta da Mennella, che rinnova poi il pressing per una svolta sul Palacongressi: «Dopo il G7 nessuno si immagini che quella struttura possa tornare nel limbo dell’alternarsi continuo di aperture e chiusure. Vogliamo essere partecipi e protagonisti nelle scelte che riguarderanno il Palacongressi, e noi siamo pronti a gestirlo se ci verrà dato modo di farlo. Anzi, io lo chiamo PalaTaormina e deve vivere 12 mesi l’anno. Il settore dei congressi va rilanciato, può dare certamente tanto, ma da solo non basta. Nei mesi invernali quella struttura dev’essere anche in grado di proporre spettacoli e momenti di intrattenimento per il pubblico e quindi anche per chi viene a Taormina».

© Riproduzione Riservata

Commenti