Il presidente della Regione Sicilia Rosario Crocetta al Teatro antico di Taormina
Il presidente della Regione Sicilia Rosario Crocetta al Teatro antico di Taormina

Baci, abbracci, chiacchiere e niente di concreto. Era ampiamente prevedibile e così è stato. La visita di giovedì scorso del Governatore Rosario Crocetta a Taormina si è trasformata in una passerella fatta di molto fumo e ben poca sostanza. Il presidente ha visitato i cantieri del G7, ed in particolare il Teatro Antico, ma nei fatti non è arrivata nessuna novità degna di rilievo ed è pure tornata di moda la discussione sull’Expo Sicily, evento impossibile da fare a Taormina e forse adesso resuscitato ma in una nuova veste spartana stavolta a Giardini Naxos. In compenso da Crocetta non è arrivato nemmeno un cenno, ad esempio, sulla questione dei proventi del Teatro Antico, dove il presidente è andato a vedere a che punto stanno i lavori in previsione del G7. Ma la Regione quando si deciderà a restituire e quindi versare nelle casse del Comune di Taormina quei 5 milioni che non sono stati accreditati a partire dal giugno 2014?

Ospiti in casa propria. Passa il tempo e l’enigma continua, e ci si dimentica che oltre i formalismi normativi qui il vero padrone di casa è la Città di Taormina. E invece Taormina viene confinata all’eterno ruolo di “ospite in casa propria”, condizione emblematicamente evidenziata e sintetizzata dalla recente iniziativa di quei consiglieri comunali che hanno chiesto l’istituzione del Parco di Taormina, e stanno soprattutto dando battaglia sul fortino inespugnabile del Parco di Naxos, ribadendo come il Comune di Taormina – anzi l’Amministrazione – debba svegliarsi e avviare in fretta un’azione per il recupero di quei milioni che spettano a questo territorio e da tempo immemore non vengono versati da Palermo.

Gli anni del nulla. Taormina continua ad attendere i proventi del Teatro Antico, ma più in generale la musica è sempre la stessa su tutti i fronti. Ci si aspettava un supporto pure su altri fronti che in questi anni non è mai arrivato su nulla da Palermo, dove spesso e volentieri invece Taormina è stata vista come terra di conquista. Adesso, nei numeri ed oltre le promesse, sarà interessante vedere come si comporterà la Regione su TaoArte, che andrà sostenuta e supportata per l’imminente Festival del Cinema, evento in agenda a giugno e sul quale la gara d’appalto della discordia e i successivi strascichi legali hanno prodotto un ritardo nell’iter organizzativo praticamente ciclopico.

La vetrina elettorale del G7. In compenso, il G7 pare destinato a diventare un appuntamento immancabile per Crocetta, che punta forte sulla ribalta mediatica internazionale dell’evento, a seguito del quale ci saranno oltre 100 tv e almeno 4 mila giornalisti, per qualche dichiarazione eclatante con la quale richiamare l’attenzione dei media a pochi mesi dalle elezioni regionali. C’è da augurarsi che almeno per quella occasione non ci sia, invece, nessuno show perché a Taormina, e più in generale in Sicilia, non servono queste esibizioni circensi e non è più tempo di chiacchiere, illusioni e funambolismi dialettici che hanno stancato la gente. E persino il rito degli arrivi tra abbracci e baci in stile “Totò vasa vasa”, con tanto di comitive di fedelissimi al seguito, appare nient’altro che un frammento scimmiottato, in carta carbone, di quella vecchia politica che se non altro aveva decisamente ben altro spessore nella Prima Repubblica.

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