L'annuncio di Trump al G7 a Taormina: «Ecco chi c'è dietro l'11 settembre»

Il presidente degli Stati Uniti potrebbe scegliere il vertice internazionale in Sicilia per svelare clamorose novità sulla reale dinamica di quanto avvenuto in occasione degli attentati alle Torri Gemelle. «Fatemi entrare alla Casa Bianca e vi dirò tutto», aveva promesso il Tycoon prima delle elezioni e adesso sarebbe pronto a rendere pubblici tutti i segreti sugli attacchi dell’11/09. «Fatemi entrare alla Casa Bianca e vi dirò chi c’è dietro l’11 settembre». Donald Trump lo aveva promesso prima ancora di essere eletto dagli americani. E adesso potrebbe scegliere la ribalta mondiale del G7 per rendere pubblici la verità sugli attacchi dell’ 11/09.

I dubbi di Trump. Già durante un evento della campagna elettorale in Carolina del Sud, Trump aveva puntato il dito contro la presidenza di George W. Bush: «Abbiamo colpito l’Iraq, ma non sono stati loro a buttare giù il World Trade Center», ha affermato il Tycoon. E ancora: «Non sono stati gli iracheni ad abbattere il World Trade Center, abbiamo colpito l’Iraq, abbiamo decimato il paese. Non erano gli iracheni, scoprirete chi ha veramente abbattuto il World Trade Center». «C’erano dei documenti li dentro ed erano molto segreti, potreste scoprire che sono stati i sauditi, va bene? Lo scoprirete. Ma quando guardo un tipo come Lindsey Graham, si finirà con l’essere in guerra, potrebbe iniziare la terza guerra mondiale», ha anche avvertito Trump. Di fatto il leader repubblicano ha citato le 28 pagine dell’originale inchiesta congiunta del Congresso sull’11 Settembre, che continuano ad essere classificati e trattenuti al pubblico per motivi di sicurezza nazionale “top secret”. Si pensa che le pagine coinvolgano la famiglia reale saudita nel finanziamento dei presunti “dirottatori” prima degli attacchi al World Trade Center.

Versione ufficiale o complotto? L’America e il mondo intero, a distanza di 16 anni, chiedono di sapere cosa sia successo quel maledetto giorno che ha cambiato la vita di tutti. Tante cose si dette su quel giorno terribile ma l’unica cosa che davvero manca ancora all’appello è la verità. Il mondo è diviso tra complottisti e anti-complottisti, tra chi crede alla versione ufficiale dei fatti e chi invece ad un’altra alternativa. La più grande amarezza forse oggi, ancor più del dolore per quanto accaduto, è questa. La rabbia del non sapere. E se davvero le cose sono andate come ci è stato raccontato appare davvero ancor più angosciante il pensiero dell’impotenza del bene al cospetto del male. Come accettare che dei criminali siano potute salire indisturbati su degli aerei e compiere una strage apocalittica di tali proporzioni senza che nessuna sicurezza e nessun governo siano stati in grado di fermare o prevenire il tutto.

Strane immagini. Le possibile rivelazioni di Trump riportano in primo piano mille dubbi, a partire da quelli sui piloti dirottatori dell’11 settembre: erano davvero così esperti da poter compiere le difficili manovre effettuate in un raggio visivo certamente complesso? O si tratta, piuttosto, di sprovveduti che non potevano essere in grado di guidare gli aerei sui loro bersagli e mettere in atto tali manovre? Le varie tv impegnate quel giorno nella diretta della strage hanno mostrato strane immagini, con anomale ed inquietanti analogie nelle angolature e nella stessa dinamica visiva dei fatti. E c’è addirittura chi sostiene che ad impattare contro le torri non sarebbero stati aerei di linea bensì mezzi telecomandati: solo fantascienza o c’è qualcosa di incredibilmente vero?

La presunta abilità dei dirottatori. I dirottatori avrebbero mostrato di aver pianificato tutto alla perfezione, e di conoscere gli aerei alla perfezione: ma le cose sono andate davvero in quel modo? Avrebbero spento i transponder mandando in crisi di confusione il sistema, e sarebbero stati in grado di usare il pilota automatico per dirigersi verso i bersagli sino a centrarli senza alcun problema. Proprio dalla lettura dei dati della scatola nera del volo UA93, precipitato in Pennsylvania, si ricava che dopo il dirottamento il sistema di navigazione fu riprogrammato inserendo i dati relativi a Washington, e queste non sono azioni da “piloti della domenica”. Atta ha centrato la Torre Nord (riconoscibile dalla enorme antenna televisiva) con millimetrica precisione, esattamente al centro e con l’aereo livellato. Al-Shehhi invece per poco non mancava la Torre Sud: l’ha colpita di lato riallineando l’aereo con una virata disperata. Hanjour, che sembrava essere con i suoi cinque anni di esperienza il più preparato pilota del gruppo, ha compiuto un “perfetto atterraggio” contro il Pentagono, dopo aver fatto una virata in discesa di 270°. Jarrah mostrava di saper padroneggiare benissimo l’aereo con un sali e scendi di quota, sino ad inserire i dati del bersaglio nel pilota automatico.

Sfida alle leggi della fisica. Ma questi attentatori come hanno potuto colpire in pieno le Torri Gemelle a 900 kmh? Una missione complicatissima persino per piloti professionisti, quasi impossibile anche nei casi di eventuale supporto con aiuto esterno. Due aerei con struttura in alluminio vengono letteralmente inghiottiti da due solidissimi edifici con struttura in acciaio come il WTC1 e il WTC2, entrandovi completamente con la stessa facilità con cui un coltello taglia il burro. È possibile? Nessun segno di compressione, di rottura, nessuna riduzione di velocità, le ali non si spezzano e l’esplosione inizia solo dopo la completa penetrazione dell’aereo nell’edificio. Le più elementari regole della fisica sembrano sovvertite ed anzi svanite nel nulla la mattina dell’11 settembre. Guardate in questo filmato le immagini di: CNN (Turner/Warner Bros), ABC (Walt Disney Company), CBS (Viacom), FOX (News Corp. / Rupert Murdoch) e NBC (General Electric / Vivendi).

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