Barriere anticarro a Milano
Barriere anticarro a Taormina come Milano e Roma

Il fenomeno sempre più frequente e preoccupante degli attentati compiuti in Europa con la tecnica dei camion kamikaze potrebbe determinare anche in vista del G7 del 26 e 27 maggio a Taormina l’adozione delle contromisure, dedite a garantire la sicurezza pubblica, mediante l’apposizione di barriere cosiddette “New Jersey” all’ingresso delle aree sensibili, dove di solito si trova parecchia gente. È una soluzione che il Viminale sta valutando e sulla quale una decisione definitiva verrà presa nei prossimi giorni.

Taormina come Milano e Roma. Potrebbe così arrivare a Taormina la barriera New Jersey, il cui nome corretto sarebbe solamente barriera jersey, cioè un dispositivo di sicurezza modulare di calcestruzzo o plastica, utilizzata per incanalare il flusso stradale oppure utilizzata sempre più spesso in situazioni di emergenza. Il suo profilo è volto a minimizzare il danno a cose e persone in circostanze di emergenza, che ovviamente ci si augura non avvengano mai da queste parti. Con questo dispositivo, già utilizzati a Milano (per la visita del Papa) e Roma (in occasione dell’anniversario dei Trattati di Roma), viene permesso alle gomme del veicolo di salire sul piede a base inclinata, la cui pendenza obbliga la ruota e quindi il veicolo ad allontanarsi dalla barriera.

Il monito di Minniti. Si pensa, insomma, ad integrare con i controlli sul territorio, che verranno effettuati da 7 mila unità delle Forze dell’Ordine e dell’Esercito, anche delle difese passive con transenne, zone di rispetto e prefiltraggio, ovviamente con il blocco della circolazione già in agenda per i mezzi pesanti in quei giorni di fine maggio a Taormina. Uno scenario che richiama quanto visto sulla Promenade di Nizza, al mercatino di Natale di Berlino, mentre Khalid Masood ha utilizzato un’auto per lanciarsi sulla folla a Westminster. L’attentato di Stoccolma ha comunque riproposto la necessità di tenere lontano dagli obiettivi considerati a rischio i camion killer. Da tempo il Ministro degli Interni, Marco Minniti evidenzia come sia quasi impossibile riuscire ad intercettare progetti ed azioni da parte di “lupi solitari”, gesti individuali che proprio per le modalità di attuazione richiedono quasi sempre una pianificazione minima, se non nulla. «Siamo in una fase complicata – ha detto Minniti -. Abbiamo una minaccia ad alta imprevedibilità. Si ruba il camion e con quel camion si ammazzano cittadini inermi».

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