G7 Taormina

Doveva essere il G7 delle bellezze della Sicilia e del messaggio mediatico di una terra che non è mafia. Così l’aveva presentata Matteo Renzi nei mesi scorsi e in quest’ottica aveva inquadrato la scelta di Taormina come sede del prossimo vertice dei sette grandi, in agenda a fine maggio. E adesso, invece, il Governo Gentiloni che fa? Promuove l’evento di Taormina col solito stereotipo trito e di pessimo gusto della coppola siciliana e del Padrino, specchio riflesso di quella Sicilia che non c’è più da un pezzo. Una scelta molto discutibile, francamente inopportuna e che non sembra per niente una felice idea, quanto piuttosto uno scivolone di pessimo gusto.

Il vecchio modello dell’Italia spaghetti, mafia e mandolino torna tutto ad un tratto di moda e a riproporlo non è il “genialoide” privato di turno, ma addirittura l’Italia stessa nella sua espressione pubblica, nel quadro delle attività istituzionali del Governo. Il G7 che ha presidenza italiana dovrebbe valorizzare ed esaltare il concetto di bellezza, elementi predominanti come arte e cultura di cui Taormina ha tante splendide testimonianze da mostrare al mondo.

Si può considerare uno scivolone evidente l’aver inviato alle migliaia di giornalisti accreditati al G7 Energia di Roma del 9 e 10 aprile (di fatto prologo a quello che poi sarà il G7 di Taormina) delle cartelle stampa contenenti una foto che poco o nulla ha a che vedere con gli argomenti tecnici oggetto dei lavori ed è un’immagine sulla quale c’è da rimanere perplessi. Nei contenuti media dedicati ai giornalisti accreditati di tutto il mondo è apparsa la foto di un classico “pappagallo” con tanto di coppola piantata in testa impegnato nell’opera di abbordaggio di una straniera con ombrellino. Sulla vicenda gli sherpa italiani hanno precisato di non saperne nulla. L’interrogativo su questa bizzarra scelta di comunicazione, ad ogni modo, rimane forte e chiaro: ma questo G7 non doveva essere l’occasione per sdoganare i vecchi cliché, per mostrare e dimostrare al mondo che la Sicilia è terra di incomparabili bellezze storiche e che non è la Sicilia del Padrino?

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