G7 Taormina

Non si ferma la scia di attentati e di sangue in Europa e l’Italia non si sente affatto esonerata da possibili attacchi da parte di potenziali lupi solitari come già avvenuto a Nizza, Parigi, Istanbul, San Pietroburgo, Berlino, Londra e Stoccolma. Il livello di allerta è massimo e l’intelligence non smette di monitorare le realtà che risultano sospette. Livelli altissimi di sicurezza a Taormina in vista del G7 del 26 e 27 maggio. All’indomani dell’attentato in Svezia, che si è svolto nella stessa modalità di quelli precedenti – un veicolo che si lancia a folle velocità contro la folla di persone nei centri delle città – l’Italia indica adesso una sola priorità: tenere lontano i camion killer dalle zone considerate a rischio.

Attività di prevenzione. Venerdì sera, durante un Comitato di analisi strategica antiterrorismo convocato d’urgenza e presieduto dal prefetto Franco Gabrielli, sono state predisposte iniziative mirate a garantire la sicurezza con difese passive mediante transenne e barriere new jersey, zone di rispetto e prefiltraggio ma anche il blocco della circolazione dei mezzi pesanti. Il Ministro Marco Minniti ribadisce l’impossibilità di intercettare eventuali attacchi realizzati senza alcun tipo di pianificazione: «Siamo in una fase complicata. Abbiamo una minaccia terroristica ad alta imprevidibilità. Si ruba il camion e con quel camion si ammazzano cittadini inermi». Minniti, negli ultimi incontri al Viminale con gli 007 e le forze di Polizia, ha parlato della possibilità di gesti emulativi e ha sottolineato come siano fondamentali il controllo del territorio e l’attività di prevenzione, oltre che le misure di restrizioni e dei blocchi della circolazione. A Taormina, per altro, in previsione del G7 le Forze dell’Ordine, di concerto con la Prefettura e con la Questura, stanno già da tempo lavorando alacremente per garantire le necessarie misure di massima sicurezza.

Minaccia multiforme. Prevenzione e monitoraggio capillare del territorio sono le parole d’ordine per blindare il nostro territorio, anche se al momento non sono emersi collegamenti tra l’attentato di Stoccolma e il nostro paese. L’attentato nella capitale svedese riporta l’Italia a dover fare i conti con una minaccia sempre più difficile da decifrare, con i camion e le auto trasformati in arma da chi vuole seminare il terrore e l’attenzione ora è inevitabilmente rivolta non soltanto su Roma, il Vaticano e le principali metropoli italiane e le Città d’arte ma anche e soprattutto su Taormina, sede del prossimo G7 e capitale siciliana del turismo. C’è da scongiurare anche il minimo rischio che si ripeta lo scenario già visto sulla promenade di Nizza, al mercato di Natale di Berlino e sul ponte di Westminster a Londra. In vista del G7 di Taormina sono stati mobilitati tutti gli apparati di intelligence e antiterrorismo e tutti i servizi per il presidio della città. La linea da seguire è quella espressa anche dal presidente del Copasir Giacomo Stucchi: «Siamo ben consapevoli di trovarci di fronte ad una minaccia multiforme e imprevedibile. Ecco perché la prevenzione e il controllo del territorio sono le uniche armi a disposizione, anche se spuntate di fronte ad un gesto estemporaneo».

Il piano anti-lupi solitari. Le misure possibili sono già state messe in campo nei mesi recenti. E nei prossimi giorni, inoltre, verranno rivisti ulteriormente i piani di controllo in vista della Pasqua: verranno riqualificati gli obiettivi sensibili proprio nell’ottica delle celebrazioni previste. Dunque massima attenzione e verifica puntuale delle condizioni di sicurezza su chiese e luoghi di culto, mercati e punti commerciali, mete frequentate dai turisti, valutando la possibilità di attuare misure di difesa passive, vale a dire barriere che impediscano l’accesso a auto e camion alle aree interessate. Spetta ai comitati per l’ordine e la sicurezza pubblica locali individuare gli obiettivi e disporre le eventuali misure di protezione. In vista di particolari occasioni a rischio come il G7, si andrà a vietare completamente la circolazione ai camion, come già accaduto in occasione delle celebrazioni per i Trattati di Roma.

I numeri del G7. Il G7 a Taormina vedrà impegnati 7000 unità in forza allo Stato, di cui 4000 tra Polizia di Stato, Arma dei Carabinieri e Guardia di Finanza e 3000 appartenenti all’Esercito Italiano. Il dispiegamento dell’apparato di sicurezza sarà attivo dal 20 al 31 maggio, mentre dal 10 al 31 maggio le frontiere verranno chiuse. La sicurezza marittima sarà affidata a 550 operatori della Guardia di Finanza e alle moto d’acqua della Polizia di Stato. Per la logistica sono state stipulate convenzioni con ben 43 strutture alberghiere, tra Messina e Catania, che avranno la disponibilità di ospitare circa 3.500 uomini. Mentre una nave Gnv ormeggiata nel porto di Messina sarà a disposizione per i 1300 aggregati. Nei prossimi giorni sono previste anche delle esercitazioni specifiche per testare le misure di difesa del territorio in previsione dell’appuntamento di fine maggio che avrà luogo a Taormina e di cui sarà anche località di riferimento, “in appoggio”, la vicina Giardini Naxos.

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