Mario D'Agostino, vicesindaco di Taormina
Mario D'Agostino, vicesindaco di Taormina

«A rischio smantellamento il sistema di emergenza-urgenza nel nostro territorio: siamo di fronte a dei tagli inaccettabili». Lo afferma il vicesindaco di Taormina, Mario D’Agostino. «Stiamo passando – afferma il vicesindaco – sul piano sanitario ed assistenziale nel nostro territorio, da un allarme ad un altro. Prima un paventato depotenziamento dell’ospedale di Taormina con la riduzione dei posti letto, poi lo “scippo” della cardiochirurgia, adesso il rischio di smantellamento del sistema di emergenza-urgenza in Provincia di Messina. Con il placet dichiarato dell’Assessore regionale alla Sanità, infatti, questo nuovo piano regionale segnerebbe dei tagli formidabili a tutto il sistema assistenziale del nostro territorio. Verrebbero più che dimezzate, ad esempio, il numero di ambulanze del 118 con medico a bordo; ne rimarrebbero solo 13 in Provincia di Messina, e nessuna nel territorio di Taormina».

Miopia della classe politica. «Basta un minimo di buon senso per comprendere che questa situazione è evidentemente inaccettabile. Come si può sostenere da un lato la necessità di potenziare la rete IMA e stroke, cioè il sistema di assistenza e cura per gli infarti e l’ictus, e dall’altro privare il territorio dei medici e delle strutture che devono far fronte a queste emergenze sanitarie? A maggior ragione dove il tempo rappresenta, ovviamente, un nodo cruciale per la vita o la morte del paziente. Ancora una volta, non si può rimanere impassibili di fronte alla miopia di una certa classe politica incapace di rispondere al bisogno di assistenza alla salute del cittadino, penalizzando oltremodo un comprensorio che per le specificità territoriali avrebbe bisogno di ben altri numeri. Ci appelliamo, in attesa della formalizzazione di alcuni incontri sul territorio (alcuni sono già in agenda, come quello di martedì 11 all’Ordine dei Medici di Messina con i sindaci della Provincia), al Direttore dell’ASP 5 di Messina affinché convochi un tavolo tecnico operativo sull’argomento, ed alla sensibilità della politica regionale perché prenda in carico la richiesta di maggior sicurezza sanitaria che proviene dal nostro territorio. Altrimenti, una volta ancora, sarà la cittadinanza a scendere in piazza».

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